
Dai bei versi di Tavo Burat, biellese, desumiamo un po’ di credenze popolari, che si riferiscono al sole nelle diverse stagioni. La luce, a partire da Santa Lucia si “avvia”, diventa cioè via via più forte: la lus as anandia da Santa Lussìa, ël sol a Natal a eclata e Re con ij Re a s’ancoron-a për marié la tèra bela andurmìa dal mascheugn ëd l’invern, a Pasca chiel a la basa e a la dësvia, a svërliss dru con ël Maj e ’d garlande a l’anzoliva [Tavo] = la luce prende l’abbrivio dal giorno di Santa Lucia (sembrerebbe una contraddizione, poiché la sua festa coincideva con il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno, ma quel giorno è anche visto come il precursore del periodo natalizio e dunque dell’arrivo della luce di Cristo) il sole trionfa fanciullo a Natale e Re con i Magi s’incorona per sposare la terra bella addormentata nel sortilegio dell’inverno, a Pasqua egli la bacia e la risveglia, svetta fecondo con il Maggio e di ghirlande l’adorna.


Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche).Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella
Sabato 3 dicembre 2022, con inizio alle ore 19:30, nuovo appuntamento con pizza alla sarda preparata dallo staff di Su Nuraghe, diretto dal pizzaiolo professionista Pasqualino Senes, di Pozzomaggiore (Sassari).