
Bagliori di identità filtrano dai versi che Nicola Loi di Ortueri ha inviato al Circolo Culturale Sardo di Biella. “Contos mai iscritos/ Racconti mai scritti” contengono messaggi destinati ai “… professores dae Roma pagados/ … professori da Roma pagati”, estensori di un’unica narrazione alla quale è stata sacrificata la ricchezza storica dell’Isola. “Totu cherent passare in sa fiama”, tutto vogliono bruciare, “passare alla fiamma” è il lamento del Poeta, con riferimento ai ritrovamenti statuari europei più antichi venuti alla luce nella Penisola del Sinis nel 1972, inscatolati e “dimenticati”. “E s’arte agatada in monte Prama, Si fit linna l’aiant postu fogu./E l’arte trovata in Monte Prama”, “se fosse stata legna l’avrebbero messa a fuoco”.
Storia antica e non solo sarda: per negarla non viene indagata, nascosta. E “Nois umiliados e ofesos,/ Noi umiliati e offesi”, lamenta Loi, dando comunque fiato al mai sopito anelito identitario, perché, “Chie at in coro vera sardidade, Cheret tota s’istoria torra iscrita/Chi ha in cuore vera sardità, vuole tutta la storia riscritta”.
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