Amministratori, studenti e “Consiglio Comunale dei ragazzi” di Busca a Biella per ricordare i Caduti della Grande Guerra

Consiglio comunale dei ragazzi di Busca

Delegazioni della Città e dell’ANA, Associazione Nazionale Alpini cittadina, con il “Consiglio comunale dei Ragazzi”, alla cerimonia dell’area monumentale dell’iniziativa “Nuraghe Chervu”

Era presente anche la Città di Busca domenica 17 marzo 2019 a Biella per la cerimonia di inaugurazione del lastricato realizzato per il centenario della fine della Grande Guerra, grazie all’iniziativa dal titolo “Nuraghe Chervu”.
La nuova area monumentale è dedicata alla Brigata “Sassari” e ai Caduti piemontesi e sardi della Prima Guerra Mondiale. Insieme a numerose autorità civili e militari e alle rappresentanze degli altri comuni che hanno aderito, Busca ha partecipato all’evento con una delegazione del Consiglio e della Giunta Comunale e del gruppo ANA cittadino e con il Consiglio comunale dei ragazzi e con studenti della terza media. Gli alunni delle medie e il Consiglio Comunale dei Ragazzi, sono stati molto coinvolti nella celebrazione del IV Novembre 2018 con la lettura di alcune lettere dedicate alla più giovane vittima della Prima Guerra Mondiale della provincia di Cuneo, il Buschese Pietro Taricco.Continua a leggere →

Parole come tessere di intarsio nella poesia per le lavoratrici disconosciute

 intarsio di pavimento, opera Mauro ZanellaSe da una parte è vero che non bisogna essere poeti per mettere sulla carta le proprie emozioni, è pur anche vero che al poeta, oltre al compito del dire, è affidato anche quello di arrivare al cuore e alla mente attraverso le parole messe al giusto posto. Parole che, come tessere d’intarsio, perfettamente combaciano sono quelle dei versi di Nicola Loi di Ortueri, Nuoro, appositamente scritte per il Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”. Incontri quotidiani in versi attivati sui social di Su Nuraghe in tempi di divieti e restrizioni; alcune, come in questo caso, verranno inserite tra i testi per gli incontri mensili transoceanici tra il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina) e il Circolo sardo di Biella.
A sas trabagliadoras disconnotas / Alle lavoratrici disconosciute”, nella libera traduzione di Grazia Saiu, sono dedicate le dodici quartine che il poeta contemporaneo fa giungere da di là del mare ai fratelli isolani che vivono all’ombra del Mucrone. Parole ancora dissonanti in tempo di scarpe rosse e violenze sulle donne sempre più frequenti; in controtendenza su un immaginario che da millenni vuole la donna essere inferiore: creata dalla costola del nostro progenitore come nel libro della Genesi; prima donna mortale donata da Zeus secondo miti ancestrali, profondamente radicati, difficili da superare ed elaborare in chiave ugualitaria.
I versi di Loi sono ode alla donna lavoratrice che, nelle strofe che si susseguono, invitano a riflessione.Continua a leggere →

Riprende il campionato provinciale, in campo Su Nuraghe Calcio Biella

Su Nuraghe Calcio Biella e Gasthof

Dopo l’interruzione del mese di dicembre, in rispetto delle disposizioni governative, da lunedì 14 febbraio, riprende il campionato provinciale di calcio a 7, organizzato da A.S.C. (Attività Sportive Confederate) di Biella, Ente di promozione sportiva riconosciuto e patrocinato dal C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano).
A guidare la classifica provvisoria, “Su Nuraghe Calcio Biella”, che ha portato a casa un nuovo importante risultato, nella sfida contro “Gasthof”: partita di recupero della seconda giornata, diretta da Pino Lopez, disputala lunedì 20 dicembre, presso il Centro sportivo “Openkinetik”, di Vigliano Biellese.Continua a leggere →

Da Balzola (AL) una pietra di confine tra risaie per ricordare la Grande Guerra al Nuraghe Chervu di Biella

Il Sindaco Torriano, il vicesindaco Graziotto, i cantonieri Ferrari e Riva e l'assessore Peruzzi

Marco Torriano, Sindaco del Comune risicolo di Balzola, situato nell’alessandrino ai confini con la provincia di Vercelli, ha consegnato nei giorni scorsi all’«amico Claudio Corradino», primo cittadino di Biella, una pietra di memoria con inciso il nome del suo paese e il numero dei suoi Caduti (58) durante la Prima guerra mondiale.
«Si tratta – spiega Torriano – di una pietra usata in passato per delimitare i confini di proprietà tra due risaie contigue, manufatto che ben rappresenta il nostro territorio, coltivato prevalentemente a riso».
Balzola, paese di circa 1.300 abitanti nella pianura casalese, ha pagato un caro prezzo in termini di vite umane nella Grande Guerra, con 58 Caduti. L’amministrazione ha inteso onorarne e ricordarne il sacrificio aderendo all’iniziativa promossa del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella per la realizzazione di un lastricato commemorativo formato da pietre di riuso provenienti da ogni Comune italiano. La pavimentazione, in corso di posa nei pressi del Nuraghe Chervu alle porte della Città di Biella, si avvia a diventare il monumento ai Caduti più inclusivo della nazione.Continua a leggere →

Na paròla piemontèisa al mèis: “cuèrt”, “mëssonà”, “lësca”

incipit C e martirio di S. Stefano

Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”.

Per proporre alcune parole esemplari della lingua piemontese questa volta abbiamo scelto un brano tratto da uno dei più valenti prosatori del momento, Michele Bonavero, direttore e redattore della rivista “Piemontèis Ancheuj”, a lungo attivo nel campo degli studi linguistici e letterari e valente coadiutore del grande maestro Camillo Brero.
Ecco il brano scelto:
La ca a l’era mìsera, mesa ’d bòsch e mesa ’d pera, con ël cuèrt fàit con fassin-e ’d lësca, mëssonà arlongh a le tampe e ai rantan. Ël fum dël fornel, sèmper anvisch, a surtìa da le filure dle muraje o dij bion strompà grossé con l’assul. Crònio a l’avìa arditala da ij sò cé e, coma j’àutre, spatarà su në spron riaussà ai pé dla montagna, a goernava la pian-a ùmida ch’a së slargava a la fin ëd la comba profonda = la casa era misera, per metà di legno e per metà in pietra, con il tetto fatto con fascine d’erba palustre, falciata lungo gli stagni e le paludi. Il fumo del camino, sempre acceso, usciva dalle fessure dei muri e dei tronchi tagliati grossolanamente con la scure. Cronio l’aveva ereditata dai suoi antenati e, come le altre, sparse su uno sperone rialzato ai piedi della montagna, sorvegliava la pianura umida che si allargava al termine della valle profonda.Continua a leggere →