Gli Alpini di Nave consegnano a Biella pietra di memoria per Nuraghe Chervu

il sindaco di Nave Tiziano Bertoli

Mercoledì 4 agosto 2021, una delegazione del Gruppo Alpini di Nave e Cortine, consegnerà a Biella la pietra della memoria della cittadina di Nave, nel Bresciano. Sul lato calpestabile della lastra è stato è scolpito, oltre al nome del Comune, il numero 58, corrispondente al numero dei Caduti di Nave durante la Grande Guerra. All’atto della consegna della pietra alla Città di Biella, i rappresentanti dell’Associazione d’Arma visiteranno il Monumento commemorativo di Caduti della Prima Guerra mondiale che è in corso di realizzazione presso l’area monumentale di Nuraghe Chervu, in Corso lago Maggiore. Si tratta di un vasto lastricato composto da pietre provenienti da tutta Italia, ognuna incisa con il nome del paese e il numero dei suoi Caduti.Continua a leggere →

“Fratelli tutti”, parole che a Pettinengo diventano azione concreta

Alpini e Pro Loco di Pettinengo durante gli allestimenti della mostra Fratelli tutti

Visite guidate al Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli – aderente alla Rete Museale Biellese – via Pettinengo, Fiume, 12 – aperto tutte le domeniche dalle ore 14:30 alle ore 18:30 – Info e prenotazione: Idillio, 3343452685 – Ingresso libero

Durante diverse iniziative estive organizzate a Pettinengo dal Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli, i contenuti di fraternità e amicizia sociale presenti nella recente enciclica “Fratelli tutti”, diventano azione concreta attraverso la mostra fotografica diffusa Biellesi con la valigia, con gigantografie esposte all’aperto a causa dell’emergenza covid19, visitabile gratuitamente tutti i giorni fino alla fine del mese di settembre.Continua a leggere →

Poesia e gara di solidarietà. “Aiuto alla Sardegna incendiata”

Selin photos Santu Lussurgiu

Martedì 31 agosto 2021, alle 21:00 ora italiana, ore 17:00, appuntamento transoceanico tra i circoli sardi di Biella e di La Plata (Argentina) – Laboratorio Linguistico per imparare a leggere e scrivere in lingua materna.

Con la Sardegna che brucia, è la poesia a dare voce alla sofferenza. “A su foghista”, “a chi ha appiccato il fuoco”, è dedicato il sonetto di Nicola Loi che nei suoi versi invita l’incendiario a fare la stessa fine: “su fogu matessiti brujet in sinu/lo stesso fuoco ti bruci nel petto”, infliggendosi da solo la peggior pena perché “a morte as cuntennadu su terrinu/hai condannato a morte la terra”.Continua a leggere →

Incendi nell’Oristanese e alluvione di Bitti: il buon cuore sardo/biellese si fa azione concreta

immagini dei danni causati dall'alluvione di Bitti

Fuoco e acqua, due dei quattro elementi naturali da cui – secondo gli antichi – trae origine ogni sostanza di cui è composta la materia, hanno flagellato e flagellano la Sardegna. All’alluvione del 28 novembre 2020 che ha devastato Bitti, la comunità di Biella che fa capo a Su Nuraghe ha risposto con una gara di solidarietà che, proprio in questi giorni, ha utilizzato il ricavato di quella raccolta in favore di una piccola attività economica pagando direttamente da Biella una fattura della Ditta Cadinu di Onifai (Nuoro) per la fornitura di materiali edili. Su segnalazione del Servizio di Assistenza sociale del Comune di Bitti, il sostegno concreto è stato dato a un bar che si affaccia sulla centralissima via Brigata “Sassari”, trasformata in quei giorni di novembre in un fiume di fango e detriti. Senza ulteriori intermediazioni l’intero ricavato è arrivato interamente a destinazione.Continua a leggere →

Presentazione libro al Museo di Pettinengo: “Quello stentato pane”, una storia biellese di migrazione e di riscatto sociale

Le memorie di Giuseppe Anice

Domenica 1° agosto alle 16,30, in frazione Gurgo di Pettinengo, di fronte al Museo delle Migrazioni – Cammini e storie di popoli, di via Fiume 12, Riccardo Pozzo racconterà il libro di Giuseppe Anice “Ero di Nessuno”, una storia biellese tra Otto e Novecento.

«Ero contento quando al mattino partivo con le vacche per il pascolo e la padrona, non avendo sottomano qualcosa da darmi come companatico, mi dava il solito pezzo di pane nero e un soldo (cinque centesimi) perché mi comprassi quel che volevo. Se ne trovavo, compravo i sunsin (residuo di grasso di maiale fuso) e mi regalavo una colazione da principe. Altrimenti mi aggiustavo con delle more o altri frutti selvatici che mangiavo col pane nero e, col soldo che risparmiavo, potevo comprarmi una pagnotta e mezza di pane bianco che per me, in quei tempi, era come mangiare una torta. Quando c’erano le prugne mature nell’orto, la padrona me ne dava sei o sette. Oppure delle pere, o un pomodoro, o due o tre cipolline col sale, pietanza questa di cui non ero per niente contento. Ma se per disgrazia facevo qualche smorfia, mi privava anche di quello, solo il pezzo di pane e via al pascolo, a piedi scalzi. Se pioveva mi mettevo un sacco sulle spalle e tutto andava bene lo stesso. Non ricordo di essere stato ammalato, ero sempre allegro e cantavo continuamente».Continua a leggere →