
Dopo oltre quattrocento giorni di assenza, ritorna in campo la formazione “Su Nuraghe Calcio Biella”, allenata da Roberto Geromel e Gaspare Carmona. Presso il centro sportivo di San Biagio, a Biella, la disputa della prima amichevole in tempo di restrizioni sanitarie, che pare non vogliano arrivare a termine. In campo atleti di due formazioni fermi oramai da troppo tempo. Alcuni, che ironicamente si sono dati il nome provvisorio “Divano Kiev”, sono amici da sempre per aver militato nelle passate edizioni del campionato amatoriale giovanile biellese con gli stessi colori; altri sono new entry, giovani nati nel nuovo millennio, con origini in diverse parti d’Italia e del mondo: i ragazzi della società nuova che avanza. Anche loro figli di emigrati, con orgoglio, hanno indossato le divise con lo stemma della Sardegna sul cuore.Continua a leggere →

Ieri sera, 8 maggio, è mancata Tiziana di Giusto Serra, di 57 anni. Lascia nel dolore il marito Giuseppe, i figli Francesca e Alessandro, gli amati nipotini Christian e Nicole.
Abbiamo scritto in una delle rubriche passate, ciascuna delle quali è dedicata ad una parola della lingua piemontese, che anche se il Piemonte delle ere passate non s’affacciava sul mare, la sua lingua possiede tutta una serie di parole che descrivono piante, animali, pesci tipici delle zone costiere e delle acque mediterranee. Ma quando si tratta di descrivere la natura montagnosa dei suoi territori storici – anfratti e balze, dossi e dirupi – il piemontese possiede una gamma terminologica difficile da eguagliare, anche facendo appello al lessico di lingue nazionali, come l’italiano. Nella frase seguente, sempre uscita dalla penna del biellese Tavo Burat, abbiamo un esempio della dovizia e specificità terminologica del piemontese chiamato a descrivere il territorio ancestrale dei propri abitanti:
QUIDÁSSI sass. ‘darsi da fare, sbrigarsi’; quidare log.; quidái, coidái camp. ‘curare, aver cura’; cfr. sp. cuidar; quidádu, –áu log. e camp. ‘cura, diligenza’; cfr. sp. cuidado; datti quidadu log. e sass. ‘datti da fare’, ‘non indugiare’. Negativo: scoidái camp. ‘trascurare’; disquίdu log. e camp. ‘negligenza, trascuratezza’ (cfr. it. disguido); scoίdu camp. ‘negligenza, trascuratezza’.