Maggio, una parola sarda al mese: “Q” come “Quidássi”

incipit Q, in Giampaolo Mele, Die ac NocteQUIDÁSSI sass. ‘darsi da fare, sbrigarsi’; quidare log.; quidái, coidái camp. ‘curare, aver cura’; cfr. sp. cuidar; quidádu, –áu log. e camp. ‘cura, diligenza’; cfr. sp. cuidado; datti quidadu log. e sass. ‘datti da fare’, ‘non indugiare’. Negativo: scoidái camp. ‘trascurare’; disquίdu log. e camp. ‘negligenza, trascuratezza’ (cfr. it. disguido); scoίdu camp. ‘negligenza, trascuratezza’.
Wagner si ferma alla solita convinzione che queste voci provengano dallo spagnolo. A sua volta, DELI dà manforte a Wagner e precisa che la voce spagnola (produttrice secondo loro anche di it. disguido) ha base etimologica nel lat. cogitāre ‘pensare’. Sbagliano ambedue. Infatti la vera base etimologica è l’akk. qu’’ûm, quwwû, qummû, qubbû ‘to await, stare in attesa; wait for, aspettare; wait on (someone, in service); trust in, riporre la propria fiducia in’, ‘look after, occuparsi di; take care of, prendersi cura di’. Pertanto è chiaro che quidare, guidare derivano dallo stato costrutto qubbī-tare (dove –tàre è un frequentativo seriore).Continua a leggere →

Stereotipi dei bimbi biellesi presentati al convegno “comunicazione parlata”

Chiara Meluzzi con Camilla Masullo

Si parlerà ancora di linguistica legata al contesto biellese nel corso del prossimo convegno internazionale “La comunicazione parlata”, in programma nei prossimi giorni a Vercelli, ma trasmesso in streaming sulla piattaforma Google Meets e, in diretta, aperta a tutti, su Youtube.
A guidare come sempre un gruppo di giovani (ex) laureandi dell’Università di Pavia è la prof.ssa Chiara Meluzzi (ora Università di Milano), coordinatrice per la parte linguistica del progetto “Lingua, identità e migrazione” svolto dall’Associazione culturale “Su Nuraghe” di Biella negli anni scolastici 2017-18 e 2018-19 sostenuto della Regione Piemonte e della Regione Autonoma della Sardegna.Continua a leggere →

4 maggio 1861 – 4 maggio 2021 da Armata Sarda a Esercito Italiano

Bandiere, dal Regno di Sardegna al Regno d'Italia

160 anni fa, il 4 maggio 1861, l’Armata Sarda diventava Regio Esercito Italiano.
Vista la Legge in data 17 marzo 1861, colla quale S.M. ha assunto il titolo di Re d’Italia, il sottoscritto rende noto a tutte le Autorità, Corpi ed Uffici militari che d’ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Regio Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione di Armata Sarda.
Tutte le relative iscrizioni ed intestazioni che d’ora in avanti occorra di fare o di rinnovare, saranno modificate in questo senso
”. Firmato il Ministro della Guerra M. Fanti.Continua a leggere →

Su Nuraghe piange la morte del Socio Vittorio Caprio

Vittorio Caprio con le nipotineNato a Paternopoli, in provincia di Avellino, Vittorio Caprio era arrivato a Biella nel 1961 all’epoca della grande migrazione, mettendo a frutto la sua professionalità e il suo amore verso il prossimo.
Da subito è maestro all’Ospizio di Carità di via Quintino Sella. Vi insegnerà per tre anni prima dell’immissione in ruolo. Svolgerà la sua attività docente nella Scuola pubblica, sostenendo, nel contempo, con intensa attività sindacale, i diritti dei lavoratori della scuola. Figura poliedrica di profonda formazione cristiana, padre, marito e nonno affettuoso sempre attento ai bisogni dell’altro nella società come famiglia allargata, Vittorio partecipa attivamente alla vita di Su Nuraghe portando in seno alle istituzioni le istanze che scaturivano all’interno della Comunità sarda che vive all’ombra del Mucrone.Continua a leggere →

Laboratorio linguistico in poesia tra Biella e La Plata (Argentina)

Suelli, Nuraghe Piscu

Da quando la pandemia è entrata nelle nostre case e nella nostra vita, la poesia di Nicola Loi di Ortueri alimenta quotidianamente i social del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella contribuendo a tenere attivi i contatti tra gli associati.
Flusso continuo di solidarietà in versi di metrica diversa a seconda degli argomenti trattati ne raccontare il tempo presente. Sempre particolarmente attento alla quotidianità il Poeta ha inviato la composizione “Prima die de maju/Primo giorno di maggio” in difesa dei diritti delle donne come lavoratrici. È noto, infatti, come, a parità di lavoro, diversa sia la remunerazione corrisposta alle donne.
Come l’Otto marzo per le donne anche il Primo maggio non deve essere “una festa de ingannu/una festa di inganno”.Continua a leggere →