
A Biella, in occasione della Festa della Liberazione, sui pennoni dell’area monumentale di Nuraghe Chervu, è stato issato il Tricolore, affiancato dalle bandiere della Regione Autonoma della Sardegna, della Regione Piemonte, dell’Unione Europea e della Città di Biella.
Salutato da una bella giornata primaverile, il gran pavese delle ricorrenze più importanti sventolerà ancora martedì 28 aprile, data che celebra il “Giorno della Sardegna”, “Sa Die de sa Sardigna”, istituita con Legge Regionale n. 44, del 14 settembre 1993.
Identitari di piccole e grandi patrie in seno all’Unione Europea, i vessilli verranno ancora innalzarti sabato 1° maggio, Festa dei Lavoratori.Continua a leggere →

La parola “sfita” in piemontese vuole dire “una punta di dolore”, una trafittura acuta, di solito nel costato e nell’addome, ma a volte anche nei tendini, soprattutto quelli delle spalle. Parola comunissima, dunque, e tanto più frequentemente usata quanto più si va avanti con gli anni e aumentano, ahimé, gli acciacchi della vecchiaia. Un dolore di tale tipo, percepito a fitte frequenti e lancinanti si dice dolor a sfite (ricordiamo che la vocale “o” nell’ortografia piemontese corrisponde al suono italiano “u” e quindi “dolore” in piemontese si legge come se fosse scritto “dulur”). Ma se questo è l’uso corrente di questo termine, ben altro impiego ne fanno i poeti del Novecento, come in questo struggente inno del nostro indimenticabile Tavo Burat (biellese, per chi se ne fosse scordato o avesse perse le precedenti parole di questa rubrica): bandiere sgardamlà da lanse drite ò lambèj d’un liston d’argent a sfite [Tavo] = bandiere lacerate da lance irte o brandelli d’un drappo d’argento trafitto.

