
Giovedì 14 Marzo, con le professoresse Annalisa Ledda e Vincenzina Palamara siamo andati a Pettinengo a visitare il “Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli”. Davanti all’antico oratorio di canton Gurgo, ci aspettava Battista Saiu, insegnante, antropologo e presidente dell’Associazione “Su Nuraghe” di Biella. Entrati in chiesa ci siamo seduti su sedie di legno messe a cerchio. Battista ha parlato dei migranti, spiegandoci che anche noi lo potremmo essere perché i nostri genitori o i nostri nonni vengono da varie parti d’Italia e quindi ci ha invitato a costruire i nostri alberi genealogici. Ci ha anche detto che non solo le persone ma anche uccelli, pietre e piante migrano.Continua a leggere →

GÁGGIU in logudorese e campidanese indica lo ‘stipendio, compenso’; cfr. catalano gatge ‘estipendi, paga’; italiano ant. gaggio ‘pegno, arra’, ‘stipendio’. Di questi vocaboli si erano perse le origini; essi vanno agganciati al prototipo it. ingaggiare (es. ingaggiare battaglia, ingaggiare un tecnico competente). Il verbo (in)-gaggiare va anzitutto confrontato col verbo fr. engager (ante 1150, secondo DELI di provenienza germanica). L’uso italiano di ingaggiare è molto esecrato dai puristi, e non c’è ragione, perché la base arcaica del verbo è il sumerico gag ‘arrowhead, punta di freccia’. Quindi nell’uso mediterraneo di questo verbo va data priorità al concetto di ingaggiare battaglia (icastica descrizione del momento in cui i due eserciti s’affrontano da lungi con tiri di frecce). Ovviamente l’uso fu anche sardiano, ed è notevole la voce sarda disgaggiare indicante il ‘districarsi, disimpegnarsi’ (antico riferimento all’esercito che stacca il contatto col nemico).

