
Nel primo giorno di primavera, Cassandra, Giulia e Vanessa hanno dato accoglienza a “Sos Banduleris”, i camminanti che, dalla sede di “Su Nuraghe” di via Galileo Galilei, 11, hanno raggiunto l’Enoteca Bar da Sergio Casu, in via Antonio Gramsci, 12. Un percorso di 2.200 metri a spasso per la città, dove identità, cultura, salute ed enogastronomia di nicchia ben si sposano con la gentilezza. Accolti dalle tre ragazze, la piacevole sorpresa di trovare prodotti sardi e prodotti piemontesi in bella mostra in vetrina, anticipazione ed invito a visitare il sottostante ampio spazio espositivo con enoteca: ricco selezionato avamposto dove “cannonau” e specialità di Langa vanno a braccetto.Continua a leggere →


Giovedì 4 aprile, ore 15:00 –”Anziani e farmaci: benefìci, effetti avversi, difficoltà nella loro gestione” – ingresso libero
GÁGGIU in logudorese e campidanese indica lo ‘stipendio, compenso’; cfr. catalano gatge ‘estipendi, paga’; italiano ant. gaggio ‘pegno, arra’, ‘stipendio’. Di questi vocaboli si erano perse le origini; essi vanno agganciati al prototipo it. ingaggiare (es. ingaggiare battaglia, ingaggiare un tecnico competente). Il verbo (in)-gaggiare va anzitutto confrontato col verbo fr. engager (ante 1150, secondo DELI di provenienza germanica). L’uso italiano di ingaggiare è molto esecrato dai puristi, e non c’è ragione, perché la base arcaica del verbo è il sumerico gag ‘arrowhead, punta di freccia’. Quindi nell’uso mediterraneo di questo verbo va data priorità al concetto di ingaggiare battaglia (icastica descrizione del momento in cui i due eserciti s’affrontano da lungi con tiri di frecce). Ovviamente l’uso fu anche sardiano, ed è notevole la voce sarda disgaggiare indicante il ‘districarsi, disimpegnarsi’ (antico riferimento all’esercito che stacca il contatto col nemico).