Significato di parole sarde secondo antichi dizionari – laboratorio linguistico, storia e cultura sarda a Biella
Tra tanti epiteti riservati all’Altissimo, la Sardegna conserva – intatto come 40.000 anni fa – il nome Déu, Deus. Il quale è veramente universale, o almeno “mediterraneo-euro-asiatico”, ed è ridicolo pensare che qualche popolo lo abbia imposto ad altri con la forza imperiale. Questa parola magica vola alta, liberamente, a dispetto dello stuolo di linguisti che vorrebbero imporre alla Sardegna l’irritante balzello della “eterna colonizzazione”, quindi della “derivazione del pensiero sardo da altri centri più evoluti”. Salvo poi capirsi sul concetto di “centri più evoluti”, visto che quando nacquero i concetti di “Dio”, Atene e Roma, gl’inossidabili idoli dei nostri linguisti, stavano ancora in mente Dei, nella mente di Déus, di Zéus. Quando infine i Sardi costruirono la magnifica serie di nuraghes, si dovette attendere ancora altri 1.000 anni perché Roma nascesse. E Roma utilizzò i nuraghes come magazzini, senza alcun ritegno al pensiero ch’essi erano stati eretti proprio in onore del Dio Unico, il Creatore dell’Universo.
Atene vanta un’antichità maggiore rispetto a Roma. Il loro Ζεῦς (che ha modificato in Z- l’iniziale del nostro Deus) apparve in Grecia come padre degli déi e degli uomini. Ma il suo apparire a capo di un pantheon arretra dall’800 di Roma al 1.200 prima dell’Era volgare (Iliade), allorché il nome di Déus stava circolando nel Mediterraneo da decine di millenni.Continua a leggere →




Sabato 1° aprile, dalle ore 19.30, ritorna la pizza al Circolo Su Nuraghe: atteso appuntamento per trascorrere una serata serena in amicizia, seduti a tavola, serviti da un nutrito staff di soci che prestano il loro generoso servizio volontario al pari del pizzaiolo professionista, Pasqualino Senes, per anni gestore a Ponderano del “Pulcinella”, l’attuale pizzeria “Mangiafuoco”.