Martedì pomeriggio, a Nuraxi De Figus di Gonnesa, in Sardegna, improvvisamente è mancata, all’età di 84 anni, Margherita Cabras Frongia, di Belvì.
Lascia nel dolore il marito Giorgio, i figli Egidio e Roberto, i nipoti Nicolò e Camilla, fratelli e parenti tutti. Il suo corpo è stato accompagnato al tempio crematorio di Olbia.
Ancora minorenne, prima di quattro figli a partire, era arrivata a Biella nel 1951 per lavorare presso una famiglia, con la garanzia di non essere mai lasciata da sola. Poi, sulla via dell’emigrazione, l’avrebbero seguita la sorella e due fratelli da lei chiamati per lavorare presso l’impresa edile Carpano. Infine, nel 1956, anche babbo e mamma e i fratelli più piccoli attraverseranno il mare per ricongiungersi all’ombra del Mucrone.
A Biella incontra Giorgio, emigrato da Carbonia dopo la crisi delle miniere. Dal loro matrimonio nascono i due figli. Tutte le volte che può, ritorna a ritrovare gli affetti rimasti tra le montagne del Gennargentu.
Con la nuova famiglia partecipa alle attività di Su Nuraghe, contribuendo alla formazione del gruppo di preghiera che, dall’Anno giubilare, intona a Biella “Su Rosariu cantadu”, con Su babbu nostru, il Padre nostro in lingua materna, armonizzato a tonu sardu nella variante musicale di Belvì.
Con la ripresa delle attività dopo la pausa estiva, “Su Rosariu cantadu”, verrà intonato in suo suffragio.
Battista Saiu

Goccia dopo goccia, l’oratorio di San Grato che sorge in frazione Gurgo di Pettinengo sta tornando all’antico splendore, grazie alla costante opera dei frazionisti che, in sinergia con il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella, hanno accettato di salvare e restituire all’uso pubblico un edificio seicentesco di grande valore architettonico, storico e culturale.

