Osilo (Sassari) premia “La sacralità del Pane” e “Anime rubate”

panorama di Osilo

La cerimonia di premiazione si terrà ad Osilo, presso Monte granatico, Sabato 30 aprile 2016, ore 15.30 – faranno da cornice le opere degli artisti locali e alcuni banchetti espositivi da parte degli Editori che concorrono al Premio

Il Premio letterario Osilo 2015, nato dall’impegno dell’Associazione Culturale “Salotto Letterario”, giunto alla XI edizione, il 9 febbraio u.s., ha incoronato come Premio Selezione “Il libro dell’anno”: per la sezione saggistica, il testo “La sacralità del pane”, di Marisa Iamundo De Cumis, Ed. Delfino, mentre per la sezione narrativa, il riconoscimento è andato al romanzo “Anime rubate”, di Ottavio Olita, Ed. Città del Sole.
Nel complesso, i testi segnalati, pervenuti ed esaminati dalle 4 Giurie del Premio Osilo sono circa 60, con una discreta prevalenza dei testi della sezione saggistica.
Ha avuto accesso alla finale un congruo numero di testi per ciascuna sezione: 10 per la saggistica, 7 per la narrativa, tre per la poesia, tre per le arti figurative, tre per il giornalismo.Continua a leggere →

Maraviglias di Sardegna, merveilles della Valle d’Aosta

sas maraviglias

Sabato 20 febbraio 2016, alle ore 21, i saloni addobbati a festa della biblioteca di Su Nuraghe, in via Galileo Galilei, 11, si animeranno per il Carnevale degli adulti del Circolo dei Sardi di Biella.
Intanto, nell’angolo di Sardegna che sorge ai piedi delle Alpi continuano i preparativi. Nulla viene lasciato al caso. Quest’oggi di buon’ora sono stati messi a lievitare gli impasti per la preparazione dei dolci tipici del Carnevale isolano, iniziando dalle universali “bugie”, italianizzazione del ligure “böxie”, conosciute con questo nome sia nei paesi che si affacciano nella Riviera a Levante e a Ponente di Genova, sia in Piemonte, da Torino alle terre di Langa. Note come “risòle” nella Provincia Granda, mentre nella vicina Vercelli e fino alle porte di Novara, sono dette: “gale, gali”, quasi facenti eco ai “galani” veneti o alle bergamasche “galarane”, testimoni di antiche migrazioni. Quella veneta, risulta essere la comunità etnica più numerosa non solo nel Biellese. Oltre al cibo, lo stesso “Gipin” di Biella sarebbe la versione locale dell’antica maschera di Bergamo – città di confine della Serenissima dal XV secolo fino al Trattato di Campoformio del 1797, data che segna la fine della millenaria Repubblica marinara – giunta al seguito dei “bergamin”, addetti alle stalle biellesi, impiegati nei lavori più umili.Continua a leggere →

Donne del filet, artiste di ago e filo tra Sardegna e Piemonte

Biella, Donne del filet

Può capitare che, rovistando negli armadi di casa, capiti tra le mani un vecchio capo del corredo domestico, ereditato chissà da quale nonna. Da uno sguardo più attento si capisce subito che si tratta di un oggetto prezioso, fatto di ricami di fili intrecciati a formare fiori e ghirlande. Il tempo ha segnato il suo passaggio e il pizzo, sebbene splendido, necessita di qualche intervento di restauro.
Il fortunato approdo nelle mani delle Donne del filet si rivela un vero e proprio toccasana per riportare a nuova vita l’antico oggetto di valore non solo affettivo, che racconta frammenti di storie familiari.
Da anni, puntualmente, tutti i mercoledì le artiste dell’ago e del filo che fanno capo a Su Nuraghe si incontrano nelle accoglienti sale del Circolo Culturale Sardo di Biella per lavorare insieme, ma, anche e soprattutto, per incontrare le amiche, per mostrare i lavori fatti durante la settimana, per condividere idee e trovare soluzioni davanti a ricami particolarmente impegnativi, elaborando schemi, sfogliando riviste, valutando e chiedendo consigli sui diversi tipi di filati scelti per il nuovo lavoro, magari davanti a una fetta di dolce fatto in casa secondo ricette di una volta. Modi diversi ed articolati per tramandare gli antichi saperi di cui sempre più ci sentiamo e siamo depositarie per far sì che le tradizioni non si perdano, perché con esse perirebbe gran parte delle nostre radici.

Salvatorica Oppes

Nell’immagine: Biella, Donne del filet, analisi dell’oggetto prima del restauro

Sardo e Walser, due lingue dalle radici forti

LocandinaVenerdì 19 febbraio 2016, ore 21, a Gattinara, in Corso Vercelli, 260, nella sede dell’Associazione “Cuncordu”, Matteo Rivoira e Simone Pisano, attraverso mappe concettuali, registrazioni audio e video, analizzeranno la complessa situazione di plurilinguismo presente in Piemonte e in Sardegna, evidenziando diversità e punti di contatto tra le due realtà linguistiche. Ingresso libero.

Matteo Rivoira, docente di dialettologia romanza e filologia romanza presso l’Università di Torino, caporedattore ALI (Atlante Linguistico Italiano) presso l’Istituto dell’Atlante Linguistico Italiano (Torino).
Simone Pisano, docente di Linguistica Generale, Linguistica Applicata, Fonetica e Fonologia presso l’Università “Guglielmo Marconi” di Roma.
Interverranno: Cecilia Marone, Sportello Walser di Macugnaga, docente di Storia delle Alpi, che parlerà della comunità Walser; Marco Angster, ricercatore in Linguistica presso la Libera Università di Bolzano, che parlerà del progetto di Atlante Linguistico dei Walser Meridionali (PALWaM), promosso dal Centro Studi e Cultura Walser.Continua a leggere →

Coriandoli e dolci del Carnevale sardo

Carnevale al Circolo

Sarà l’amatissima Jolanda ad animare il Carnevale dei Sardi di Biella. L’appuntamento è Sabato 20 febbraio 2016, alle ore 21, in via Galileo Galilei, 11, nei saloni della biblioteca Su Nuraghe addobbati a festa dall’abile maestria di Caterina, Mario e Giacomo.
Durante la serata, organizzata da Giuseppe, Francesca e Tiziana, i presenti saranno invitati a scegliere due tra le migliori maschere; queste verranno poi premiate, Sabato 5 marzo, durante la prossima Festa della Donna. Ai vincitori verranno consegnati cesti ricolmi di prodotti sardi, con al centro l’impareggiabile pane carasau, vero e proprio biglietto da visita della gastronomia tradizionale isolana.
Una serata speciale curata nei particolari per trascorrere momenti sereni tra amici, immersi in cascate di coriandoli; in scena, saggi e note musicali con performance di danze, balli sardi e continentali a cui sarà possibile partecipare; tempo di relazione liberato – animato dai presenti, veri e propri protagonisti della festa – sottratto a un individualismo sempre più invadente che ci fa essere sempre più soli.
Il tutto sarà reso ancora piacevole, grazie ai sapori di zippulas, cattas, frati fritti e le immancabili gustose bugie, dolci tipici del Carnevale, preparati e offerti dalla generosità dei Soci.

Angelo Cau