Su Nuraghe, ombre cinesi, giochi, animazione e un mare di coriandoli

Mirko Cherchi, ombre cinesi in piazza a Biella

Domenica 21 febbraio, a partire dalle ore 16, i bambini saranno al centro della festa di Su Nuraghe per archiviare in allegria il Carnevale 2016, con un pomeriggio interamente dedicato ai più piccoli.
Le accoglienti sale della biblioteca di via Galileo Galilei, 11, apriranno i battenti ai piccoli protagonisti e ai loro amici accompagnati dai genitori per festeggiare assieme, tra coriandoli, palloncini colorati, giochi di animazione e le attesissime ombre cinesi, animate da Mircko Cherchi, sardo di seconda generazione, responsabile del laboratorio teatrale di Su Nuraghe.
Artista eclettico, Mirko Cherchi è presente anche in altre piazze, oltre le scene biellesi, con la passione per la recitazione e il teatro. Dopo aver frequentato corsi e seguito gli insegnamenti di diversi docenti (accademia nazionale del comico, teatro dell’oppresso, seminari di recitazione cinematografica, metodo strasberg ecc…), da sempre offre la sua arte a grandi e piccini; ai nuovi virgulti della Comunità sarda di Biella e ai loro amici offrirà uno spettacolo specialissimo, assistito dal figlio Alessandro di soli nove anni.
Durante il pomeriggio di festa, le mani di Federica dipingeranno volti e daranno vita ai palloncini colorati facendoli diventare fiori, piante e animali fantastici, assistiti da i tanti zii e zie del Circolo che per loro hanno in serbo i dolci del Carnevali di Sardegna: zippulas, cattas, para fittus e le universali bugie.

Salvatorica Oppes

Nell’immagine: Mirko Cherchi, ombre cinesi in piazza a Biella

Tempo perduto e tempo ritrovato: da Proust a Su Nuraghe

Gran favata 2016, cucinieri di Su Nuraghe

Serata di successo al Circolo Su Nuraghe con la Gran favata 2016 al centro del Carnevale della Comunità dei Sardi di Biella, servita nell’ampia sala sociale trasformata in ristorante familiare. Due lunghe tavolate allineate, fitte di volti ancora sorridenti, avvolti nei profumi dei deliziosi legumi cucinati secondo antiche ricette dagli abili cuochi dell’Associazione; allegria dovuta anche alla bella vittoria del Cagliari col magnifico 3-1 contro il Latina: gli atleti isolani sempre in testa alla classifica italiana di serie B; a seguire il Crotone con tre punti di svantaggio.
Durante la serata, gli occhi sono stati attratti dall’altra partita: Juventus-Napoli, terminata 1-0: sorpasso della “Vecchia Signora” in vetta alla serie A, grazie al sinistro di Zaza.
Nel mentre, legumi fumanti e pane fatto in casa a fare da controcanto alla fragrante carta da musica, nota anche come pane carasau. Sapori di una volta preparati e serviti con cura, capaci di far esplodere la memoria come le madeleines per Marcel Proust. Alla ricerca del tempo perduto, la principale opera dello scrittore parigino, a Su Nuraghe di Biella si concretizza, diventa “tempo ritrovato” grazie ai sapori della tradizione che, nel presente, si rinnova: se involontario è il processo del dimenticare, anche il ricordare può esserlo, favorito e sollecitato dalla circostanza del cibo, leva potente capace di far riemergere ricordi profondi risalenti all’origine della memoria.

Giovanni Usai

Nell’immagine: Gran favata 2016, cucinieri di Su Nuraghe

In Sardegna gli archetipi di antiche lingue semitiche mediterranee

Lo stato costrutto tratto da Grammatica della Lingua Sarda Prelatina

Grammatica della Lingua Sarda PrelatinaLa Sardegna sta al centro di un fenomeno linguistico arcaico, d’ampiezza mediterranea, i cui archetipi si ritrovano in tutte le antiche lingue semitiche. È lo stato costrutto, ossia la tecnica di fusione di due nomi, reggente-retto, che in tal modo vanno a costituire un’unità morfologica.
In origine la sequenza era: sostantivo reggente + sostantivo retto al genitivo, saldati insieme da una -i- (morfema di sutura). Oggi che il genitivo non è più in voga, la Sardegna ne fa ovviamente a meno ma conserva ugualmente la -i- di sutura nonché i rapporti originari tra i due termini che si saldano. Esempio: cabi-mannu ‘che ha la testa grande’, cambi-russu ‘che ha le gambe grosse’, pili-ruju ‘che ha i capelli rossi’, mani-lestru ‘svelto di mano’, matti-falada ‘avente il prolasso uterino’, fusti-albu ‘pioppo’, ecc. Questi sei esempi di “fusione” sono composti apposizionali o predicativi (i più frequenti fra tutti i tipi di composizione) costituiti da nome-aggettivo, in cui l’aggettivo è apposizione del nome.
Beninteso, in composizione possono entrare anche due nomi (così come accadeva nelle forme semitiche). In tal caso parliamo di composti determinativi, dove il primo membro determina il secondo in rapporto genitivo; esempio: ninni-eri ‘rosa di montagna’, da accadico nīnû ‘a medicinal plant’ + erû ‘aquila’ (nīni-erû = ‘pianta delle aquile’); o anche piri-coccu ‘perlina minore, Bartsia trixago’, da accadico per’u ‘germoglio’ + quqû ‘serpente’ (perʼi-quqû = ‘germoglio del serpente’); o Ari-tzo (un villaggio nato accanto a due sorgenti), da semitico ārā ‘sito’ + ittsa ‘scaturigine’ (āri-ittsa = ‘luogo delle sorgenti’). Altro tipo di composto determinativo è Bari-sone (= ‘giudice della reggia protettiva’, da accadico barûm ‘giudicare’ + sūnu ‘luogo di protezione’, in stato costrutto bari-sūnu).Continua a leggere →

Su Nuraghe incorona i vincitori del Gran Torneo di carte

su nuraghe, torneo di carte 2016

Si è concluso martedì 9 febbraio il “Gran torneo di carte a scala quaranta”, organizzato dal Circolo Culturale Sardo di Biella, aperto agli aderenti ai Circoli Arci ed Acli presenti nel territorio.
Le gare, iniziate sabato 6 febbraio, hanno visto la partecipazione di giocatori provenienti da altre realtà associative che hanno accolto l’invito all’incontro sui tappeti verdi di Su Nuraghe.
Con l’attento coordinamento di Carlo Avantario, le semifinali e le finali, che si sono disputate nei giorni di sabato e martedì, hanno selezionato i migliori giocatori, incoronando i vincitori dell’edizione invernale 2016. Risultano premiati: 1° Anna Premoli; 2° Luciano Atzei; 3° Franco Agus; 4° Silvano Bezzi.
Ai quattro finalisti, il presidente di Su Nuraghe ha consegnato le medaglie coi nastri bianco-rosso e, dalle mani dei Soci, cesti ricolmi di prodotti sardi: pane carasau di Irgoli; vino e olive di Dolianova; mustazzolos di Oristano; salsiccia del Campidano e birra bionda di Sardegna prodotta negli stabilimenti di Assemini, alle porte di Cagliari.
Durante le gare, tutti i presenti hanno potuto gustare zippulas e parafrittus, dolci tipici del Carnevale isolano, preparati e offerti da Antonietta Ballone.

Salvatorica Oppes

Nell’immagine: vincitori del Gran Torneo di Carte a scala quaranta, inverno 2016.

Mostra ad Amsterdam di Francesca Lai, artista sardo biellese

Francesca Lai Windows of Windows

Francesca Lai, nata a Biella nel 1988 da madre di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno e padre di Tissi, in provincia di Sassari, da alcuni anni vive ad Amsterdam.
Dopo aver frequentato il Liceo Artistico “G. e Q. Sella” di Biella e studiato pittura all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, conseguendo la laurea con il massimo dei voti, si è trasferita in Olanda, per sperimentare un diverso sistema educativo nel campo artistico e per conoscere una realtà diversa; ha studiato per due anni, con ottimi risultati, alla Minerva Art Academy di Groningen, in cui ha potuto confrontarsi con altre tecniche quali video, fotografie e installazioni, scoprendo nuove direzioni ed un approccio sperimentale alle varie espressioni artistiche.
Ora, Francesca ha vinto il premio per giovani artisti del YAA (Young Artfund Amsterdam) e ha ricevuto un contributo per il suo progetto che riguarda “l’esplorazione, attraverso i dispositivi tecnologici, dei confini tra il tangibile e la realtà virtuale”, collocandoli uno dentro l’altro, mescolando le realtà fisiche e virtuali in un mix di natura e tecnologia, unendo la musica con il suo lavoro visivo.
Ad Amsterdam, alla Galleria Bradwolff Projects, è in corso la mostra personale di Francesca Lai “Windows of Windows”, inaugurata domenica 31 Gennaio 2016, aperta fino a domenica 14 febbraio 2016.
Precedenti esposizioni in Italia, Paesi Bassi, Turchia e Germania.

Roberto Tuveri