Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Gennaio 2024, “A” come “AMUS-MAN”

descrizioneOmaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”.

Amus-man” è la parola che accompagna il primo mese dell’anno come la si ritrova nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi.

Amus-man s.m. divertimento || nemis ëd j’amusman sërvaj, për ël bal dël sàber i l’oma ij viton sivalié e milissia vajanta contra ij Sarasin latin, la Badìa sbefiarda sventajanta dij giovo ‘l vej drapò [Tavo] = nemico dei divertimenti selvaggi, per la danza delle sciabole abbiamo i montanari cavalieri e prode milizia contro i Saraceni svelti di mano, l’Abadia beffarda sventolante dei giovani l’antica bandiera  || Continua a leggere →

Gennaio 2024, una parola sarda al mese: “F” come “FILU E FERRU”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

FILU E FERRU, o FERRU DI CONTZA. Con questi due nomi è chiamata l’acquavite in Sardegna: il primo nome è proprio del Logudoro, il secondo è proprio dei Sassaresi. Prima di procedere, mi è forza premettere alla presente discussione etimologica il mio pensiero sul modo di approcciare allo scibile della Sardegna.

I lettori più attenti mi conoscono e spesso hanno apprezzato il mio rigore scientifico, e sono avvezzi a giudicarmi quale glottologo che da un quarto di secolo si dedica a ricostruire filologicamente l’intero apparato linguistico dello scibile attinente alla Sardegna. Noi Sardi nominiamo il nostro scibile su connottu.

Per nostra iattura, non c’è Università sarda che non sia sorta con un apparato iniziale di docenti provenienti dal Continente (salvo poi innestarvi pian piano qualche allievo d’origine sarda). Ad esempio ricordo bene dall’alto dei miei anni la Facoltà d’Agraria, creata a Sassari con un apparato esclusivo di docenti continentali; ed ho conosciuto parecchie centinaia di giovani sardi laureati in agraria, tutti usciti dalle università toscane, non da quella sassarese, poiché le loro famiglie non si fidavano della “solidità” dei docenti ch’entravano nell’isola “a farsi le ossa”. Non dobbiamo vergognarci di sapere che le Università sarde sono state quelle di “prima formazione” per una pletora di docenti continentali.

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Assegnate le tradizionali borse di studio ai figli meritevoli di “Su Nuraghe”

descrizioneSabato 6 gennaio 2024 sono state consegnate le tradizionali borse di studio di “Su Nuraghe ai figli meritevoli dei soci.

Fin dalla fondazione, per il 46° anno consecutivo, il Circolo Culturale Sardo di Biella premia i suoi figli migliori, assegnando loro premi in denaro per meriti scolastici. Giochi, peluches per tutti e libri messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella per favorire la conoscenza del territorio in cui viviamo.

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“Su Nuraghe” premia i suoi figli migliori con otto borse di studio

descrizioneSabato 6 gennaio 2024 verranno consegnate a “Su Nuraghe” le tradizionali borse di studio ai figli meritevoli dei soci.

Fin dalla sua costituzione, il Circolo Culturale Sardo di Biella premia i suoi figli migliori, assegnando loro premi in denaro per meriti scolastici.

Da sempre, il primo appuntamento del nuovo anno sociale di “Su Nuraghe” è un pomeriggio di festa con al centro i più giovani. A far loro da corona, quale segno di continuità intergenerazionale, la presenza di alcuni soci decani. Bambini protagonisti incamminati a diventare grandi negli anni e nella società amorevolmente guidati dagli adulti.

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Il presepio degli “amis ad Câ dal Gurg”, gli amici di Canton Gurgo di Pettinengo

descrizioneUn giovane pastore adorante e una bimba che porge un fiore sono i personaggi in primo piano di un presepio essenziale: uno tra i tanti innumerevoli prestigiosi presepi biellesi; minuscoli e giganti, pubblici e domestici; quello di Canton Gurgo a Pettinengo è stato allestito sulla soglia del seicentesco oratorio cointitolato a San Grato d’Aosta e Sant’Eusebio da Cagliari.

Semplici sagome di legno a rappresentare la Natività collocate davanti al portone barocco, gioiello architettonico restituito alla comunità grazie all’impulso del Circolo Culturale Sardo di Biella col sostegno di associazioni e abitanti di Pettinengo. Comunità di Pettinengo attiva e partecipe che, continuità di fede e di cultura, anima il bel centro alpino noto come “il balcone del Biellese” grazie alla sua invidiabile posizione sui primi contrafforti Sud-orientali delle Alpi Pennine a guradare verso la pianura.

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