
Domenica 28 gennaio 2024, una bella giornata di sole ha illuminato la sobria cerimonia svoltasi nell’area monumentale di “Nuraghe Chervu” con il rito dell’Alzabandiera, organizzato dal Nucleo biellese dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, intitolato al “Capitano Emilio Lussu”, guidato dal Responsabile Fiduciario, Francesco Fosci.
Al suo fianco il presidente di “Su Nuraghe”, Battista Saiu e il vice presidente Roberto Perinu. Sul pennone più altro è stato innalzato il Tricolore alla presenza delle insegne del Nucleo “Sassarino” biellese e del labaro dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, Federazione di Biella e Vercelli. Dopo l’inno nazionale, accanto al monumento che ricorda i Caduti sardi e i Caduti biellesi, è stata deposta la corona di alloro adornata con nastro bianco-rosso, i colori delle mostrine. “Su biancu est fide pro non zedere incontra a s’inimigu, a sos affannos; su ruju est s’amore pro sos mannos, pro sa Patria…”. “Il bianco è la fede per non cedere di fronte al nemico ed alle avversità; il rosso è l’amore per antenati, per la Patria…”

Dìcios e Peràula de Deus / Proverbi e Parola di Dio – immagini e nomi sardi di fiori – Laboratorio linguistico transoceanico mensile tra “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).
A “tronos de chelu” tuono del cielo, noto come, “rombo del tuono” dai più, è dedicata la poesia di Nicola Loi, A Gigi Riva “su mannu” / Tronos de chelu, reposa in paghe” – A Gigi Riva “il grande” / Tuono del cielo, riposa in pace”. Otto quartine appositamente composte dal Poeta di Ortueri (Nuoro) alla notizia della sua dipartita e fatte pervenire a “Su Nuraghe” di Biella. Verranno inserite nell’antologia di i testi del prossimo appuntamento (martedì 30 gennaio 2024) con il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina): laboratorio linguistico transoceanico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, per imparare a leggere e a scrivere in lingua materna contemporanea; testi presentati nella traduzione di Gabriella Peddes di Tonara, con la revisione di Roberto Perinu.
Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”.