Macomer invia a Biella una pietra di basalto per Nuraghe Chervu

Marco Manus, assessore ai Lavori pubblici di MacomerDal Comune di Macomer (Nuoro) è arrivata a Biella una pietra di basalto con inciso il nome della località e il numero dei Caduti della Grande Guerra. Aderendo all’iniziativa proposta dal Circolo Culturale Sardo, memoria e ricordo si rinnovano, giusta la deliberazione n. 409 del 30.10.2017, del Comune di Biella e l’invito di Annunziata Gallo, Prefetto di Biella, esteso agli Uffici Territoriali del Governo delle regioni Piemonte e Sardegna per ricordare i Caduti del Primo conflitto mondiale a completamento dell’area monumentale denominata “Nuraghe Chervu”, realizzata con pietre provenienti da diverse regioni d’Italia.
In Sardegna, dall’anno 2003, il centro che sorge alle pendici della catena del Marghine aderisce al progetto di recupero, valorizzazione e custodia del cimitero di guerra di Casara Zebio, in Veneto, area donata dalla città di Asiago al Comitato permanente dei comuni di origine dei soldati sardi caduti sull’Altopiano, che vede come capofila e responsabile del luogo dove sono sepolti 218 “Sassarini” il comune di Armungia, paese di origine di Emilio Lussu. Sono 61 i soldati macomeresi caduti: due morti in combattimento sul monte Zebio, sepolti a 1.600 metri di altitudine: i “Sassarini” Salvatore Antonio Deriu, classe 1884, caduto il 6 luglio del 1916 e Salvatore Angelo Ledda, classe 1895, deceduto nello stesso conflitto 20 giorni dopo.
«I nostri soldati sono morti lontanissimi dalla nostra terra combattendo l’imperialismo – afferma il sindaco Antonio Onorato Succu – Voglio pensare – continua – che il loro sacrificio sia servito “non per un palmo di lontana frontiera” come disse Emilio Lussu, ma per un più alto ideale di libertà e giustizia. Ad Asiago – conclude il sindaco – abbiamo commemorato i nostri morti con la deposizione di un fiore sulle loro tombe”.
La pietra di Macomer inviata a Biella e le altre provenienti da ogni parte d’Italia vogliono rievocare il dolore delle guerre e dei sacrifici che hanno contribuito alla creazione dell’Italia moderna. Una memoria collettiva affievolita che con Nuraghe Chervu si vuole rinvigorire e tramandare.

Simmaco Cabiddu

Nell’immagine: Marco Manus, assessore ai Lavori pubblici di Macomer e la pietra inviata a Biella

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