Una parola sarda al mese: I come IANDIMIRONNAI

incipit i, in Giampaolo Mele, Die ac NocteRadici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

IANDIMIRONNÁI è una catena fonematica complessa, usata nel “canto a tenòres”, specialmente nei muttos della Barbagia e del Nuorese, come voce di chiusura, di ritornello, di stacco tra una strofa e l’altra.
Il termine, assai articolato, sembra a tutta prima suggerire delle simiglianze con s’andìra, un ritornello intercalato in certi canti, tra una strofa e l’altra, a indicare lo stacco, il momento di passaggio alla nuova strofa; esempio: a ss’andìiira, s’andìiira, àaandìra -ndìiira, -ndirò.
Andìra ha base etimologica nell’akk. an ‘a, per, verso’ + dīru ‘intercalazione’, col significato quindi di ‘da intercalare, per intercalare’.
Oltre che s’andìra, anche una voce delle cantilene mammesche, anninnòra, parrebbe impastarsi nella catena fonica di iandimironnái. Ma è solo una suggestione. Anninnòra ha base etimologica nell’accadico annu(m) ‘(parola di) assenso, approvazione’ + nūru(m) ‘luce del sole’, che in stato costrutto fa anninūru > anninnòra ‘sì, stella; sì, sole’, riferito all’infante cui la cantilena soporifera è dedicata.
Iandimironnái ha, invece, un significato del tutto autonomo, e l’impasto fonico (peraltro variabile secondo la posizione della voce all’interno del ritornello) rende arduo districarne le componenti fono-semantiche.
La sua scomposizione può essere rivelata basandola sulla lingua sumerica. Infatti Iandimironnái è una arcaica cantilena sacra sardiana; al fine della comprensione, può essere scissa nelle seguenti componenti: i ‘hey!’ esclamazione vocativa + an ‘cielo’ (accadico Anu ‘Dio del Cielo’) + di ‘risplendere’ + mi ‘preghiera, invocazione’ + rum ‘perfetto, ideale’ + na ‘uomo’ + i (esclamazione vocativa di chiusura): i-an-di-mi-rum-na-i.
Il significato profondamente religioso della catena fonica riceve la propria logica dai canti sumero-accadici in lode al Dio Supremo, al Dio del Sole, e significa ‘Orsù, Dio del Cielo, ti preghiamo di risplendere perfetto sugli uomini!’.

Salvatore Dedola,
glottologo-semitista

Nell’immagine: figura fantastica nell’incipit “i”, in Giampaolo Mele (a cura di), Die ac Nocte. I Codici Liturgici di Oristano dal Giudicato di Arborea all’età spagnola (secoli XI-XVII), Cagliari: AMD Edizioni, 2009

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