
Venerdì 20 febbraio, nei locali del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe, in via Galileo Galilei 11 a Biella, ha preso avvio il corso di apicoltura promosso dall’Associazione Biellese Apicoltori, iniziativa inserita nel progetto ambientale “Biodiversità nel Biellese: un dono alla terra di adozione”, che unisce formazione, tutela dell’ambiente e dialogo culturale tra Sardegna e Piemonte.
La prima serata ha registrato una partecipazione numerosa e particolarmente attenta. Il vicepresidente dell’Associazione, professor Giorgio Bello Parcianello, ha coinvolto i presenti in un viaggio affascinante all’interno dell’alveare, illustrando con linguaggio divulgativo e supporti audiovisivi aspetti spesso poco conosciuti della vita delle api. Le immagini dedicate allo sviluppo delle larve e alla produzione della cera da parte delle operaie hanno suscitato grande interesse, offrendo uno sguardo ravvicinato su un’organizzazione naturale complessa e perfettamente strutturata, fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi e per la stessa sopravvivenza dell’uomo.
Il secondo appuntamento, in programma venerdì 27 febbraio e ancora affidato al professor Bello, sarà dedicato al ciclo vitale delle api durante l’anno e alle attività che l’apicoltore è chiamato a svolgere nelle diverse stagioni. Un lavoro che richiede attenzione costante e rispetto dei ritmi naturali, soprattutto in un periodo storico in cui i cambiamenti climatici stanno mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza degli insetti impollinatori. Nel corso della serata verrà proiettato il film-documentario del regista cagliaritano Davide Mocci, dedicato al progetto di recupero dell’ape sicula, antica razza autoctona salvata dall’estinzione grazie all’impegno di studiosi e apicoltori. Il video, già disponibile online, rappresenta una preziosa testimonianza di tutela della biodiversità mediterranea ed è visionabile al link: https://youtu.be/s-e15G43uyk?si=ZhHuzveLuAQN_F18.
Il corso proseguirà con ulteriori incontri dedicati all’organizzazione dell’apiario, alle attrezzature, alle principali malattie e ai parassiti dell’alveare, fino agli aspetti normativi e alla conoscenza dei prodotti dell’alveare. Alle lezioni teoriche seguiranno esercitazioni pratiche presso l’Oasi delle Api “casiddos de Nuraghe Chervu”, in via Lago Maggiore, e nella Riserva naturalistica della Bessa, con attività programmate nei fine settimana e adattate all’andamento stagionale. Per la partecipazione alle attività sul campo sarà richiesta una dichiarazione di assunzione di responsabilità, mentre al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
L’iniziativa conferma il ruolo del Circolo Su Nuraghe, come documentato anche attraverso le attività culturali presentate sul sito www.sunuraghe.it, quale luogo di incontro tra comunità e tradizioni diverse, capace di trasformare la cultura dell’emigrazione in progettualità contemporanea. Il corso di apicoltura diventa così molto più di un semplice momento formativo: rappresenta un modello di cooperazione territoriale e di educazione ambientale che unisce la sensibilità sarda e quella piemontese nella salvaguardia dell’ecosistema e nella promozione di una cittadinanza attiva e consapevole.
La partecipazione al corso è gratuita; per accedere alle attività del Circolo è necessario essere tesserati. Il costo annuale della tessera è di 20 euro.
Eulalia Galanu
