
La metafora della cavalcata è il canovaccio utilizzato da Nicola Loi (Ortueri, Nuoro) contro la guerra, contro tutte le guerre. Nel titolo “Si podet mudare su destinu?”, il Poeta si chiede: il destino, si può cambiare?
Con disincanto leva la sua voce in un tempo attraversato da paure; da un’emergenza all’altra. Oggi è quella della guerra alle porte di casa, nel cuore di quell’Europa che pare abbia dimenticato l’insegnamento di “totu sos iscritos de s’istoria”, di tutte le pagine di storia, insanguinata in guerre fratricide. “Paret apat perdidu sa memoria, ismentighende penas e dolore / Sembra abbia perso la memoria, scordando pene e dolore”, “sighinde cuddos passos de Cainu”, continuando su quei passi di Caino”.
Sempre guerra di potenti: Romani, “chi a sos populos postu ant sa cadena/ che ai popoli hanno messo le catene”;




