Lingua, migrazione e identità. Evento Su Nuraghe 14 aprile

Le consonanti nella comunità sarda di York

Nella serata di mercoledì 14 aprile, alle ore 21:00 la dott.ssa Roberta Bianca Luzietti, laureata lo scorso mese di settembre presso il dipartimento di Linguistica Teorica e Applicata delle Lingue Moderne dell’Università degli Studi di Pavia, sarà ospite presso l’associazione Su Nuraghe di Biella per un seminario di disseminazione della sua ricerca scientifica.
Il seminario si terrà sulla piattaforma ZOOM.
La partecipazione è, come sempre, assolutamente gratuita.Continua a leggere →

La pietra di Copparo per il “mosaico della memoria” di Nuraghe Chervu

il sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni

Il Comune di Copparo, 16 mila abitanti nella Bassa Ferrarese, ha aderito con entusiasmo alla richiesta della Città di Biella e del locale Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe, di inviare una pietra “di riuso” (ovvero recuperata da pavimentazioni o lastricati urbani dismessi) con inciso il nome della località e il numero dei suoi Caduti nella Grande Guerra. Tale pietra – di cui dà conto anche Il Resto del Carlino nella pagina di Ferrara – contribuirà alla composizione di una sorta di “mosaico della memoria”, costituito da pietre provenienti da tutta Italia, in corso di realizzazione presso l’area monumentale di Nuraghe Chervu alle porte di Biella.Continua a leggere →

Aprile, una parola sarda al mese: “P” come “Perdasdefógu”

Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella

incipit P in Giampaolo Mele, Die ac NoctePERDASDEFÓGU nome di un villaggio dell’Ogliastra. Un toponimo identico presso Sorso (in Anglona). Letteralmente significa ‘pietre da fuoco’, in tal caso riferibile al calcare usato per le fornaci da calce (ma ciò può interessare soltanto il villaggio ogliastrino).
Un tempo in Ogliastra Perdasdefogu veniva anche chiamato Foghésu, che parimenti semberebbe aggettivo riferito al fuoco (fogu), anzi alla ‘fornace’ (della calce): infatti nell’area si ritrovano fornaci da calce abbandonate. Ma per Foghésu sarebbe possibile anche una base diversa, riferibile ad antiche coltivazioni di piante da frutto, per le quali Foghésu era forse specializzata. In tal caso vedi la base akk. bu’’ûm ‘ask for, aspire to’ + eṣ()u ‘fruit bearing tree, orchard tree, mountain tree’. Con questa accezione Foghésu avrebbe il significato primitivo di ‘(villaggio) ricercato, richiesto per le piante da frutto’. Ma francamente quest’ipotesi è lambiccata, e sarebbe molto meglio considerare Foghesu l’aggettivale di (Perdasde)fogu.Continua a leggere →

“Bonas Pascas cumpridas”, Buona Pasqua da Su Nuraghe

Abbasanta, Nuraghe Zuras

L’immagine che presentiamo per gli Auguri di Buona Pasqua 2021, sa Pasca Manna, la “Pasqua Grande”, è quella di Nuraghe “Zuras”, uno dei due monotorre con lo stesso nome presenti nel territorio di Abbasanta (Oristano), risalenti al XVI e il XII secolo a.C., uno degli 8.239 nuraghi recentemente censiti, che costellano l’intera Sardegna.
Nella sua essenzialità, Nuraghe Zuras, formato da pietre squadrate di basalto, presenta la caratteristica architettonica della doppia finestrella di scarico che alleggerisce i pesi che gravano sull’architrave d’ingresso. Attraverso di esse, passano i raggi solari che, al solstizio d’inverno, illuminano esattamente nel mezzo della nicchia centrale, riproducendo all’interno sagome luminose dell’immagine taurina e quella di una torre stilizzata.Continua a leggere →

Su Nuraghe in poesia, conforto e speranza nei versi di Nicola Loi

Biella, Basilica di San Sebastiano, Cappella della Crocifissione, nennere al sepolcro di Cristo

Per questa Pasqua che, per il secondo anno consecutivo, cade sotto la cappa delle restrizioni sanitarie, i versi di Nicola Loi di Ortueri cercano di dare conforto. Otto quartine in cui il dolore, che attraversa i nostri cuori, trova eco nel silenzio degli uccelli e in quello delle campane. Dolore venato di speranza come quello del Cristiano che, davanti al Cristo morto sa che risorgerà, indicando nel conforto verso l’altro, la comprensione del Cristo risorto.
L’ode, nella traduzione italiana di Grazia Saiu, verrà inserita tra i testi del prossimo appuntamento del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, per imparare a leggere e a scrivere in lingua materna contemporanea, in calendario martedì 27 aprile 2021, alle 21:00 ora italiana, ore 17:00 dall’altra parte dell’oceano.Continua a leggere →