Na paròla piemontèisa al mèis, gennaio / genèr, “M” come Mistà

incipit M in Missale Magnum Festivum Domini Georgii ChallandiOmaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”

Dai versi magistrali di Tavo Burat (Gustavo Buratti. Biellese, poeta e rivitaliz­zatore linguistico, conoscitore profondo di varie lingue minoritarie, da lui parlate, scritte e studiate, tra cui il bretone, il walserdeutsch, il friulano, l’occitano, il piemontese classico e locale) è stato scelto questo distico, estratto da una serie di poesie dedicate, con grande scrupolo di dettagli e di autenticità storica, ai suoi lontani antenati: i Celti. Qui è descritto un uomo che viveva da rustico solitario e che insegnava a fare i formaggi secondo vecchissime tradizioni. Nonostante la sua “primitività”, la scritta sulla sua casetta di pietra a secco (già in rovina ai tempi in cui il poeta la ritrovò in un remoto alpeggio) è molto significativa e risale ad antiche memorie di invasori dell’impero romano. Le parole sono: “mistà”, che vuole dire “immagine” (e anche “santino”) e “tambussé”, “battere con forza le nocche su una porta”.Continua a leggere →

«I nuraghi nell’Unesco»… un traguardo possibile

nuraghe Goni

La maratona per la candidatura UNESCO della Sardegna, prosegue il suo percorso… sempre maggiori le adesioni a questo progetto volto a valorizzare l’insieme di ricchezze prodotte dalla civiltà nuragica nell’Isola, che si estende su un territorio di ben 24mila chilometri quadrati. Tali e tante, infatti, sono le testimonianze architettoniche presenti nell’isola: le circa 8 mila torri nuragiche, semplici o complesse, le 3500 Domus de Janas, interi campi e isolati menhir, necropoli scavate nella roccia viva, le Tombe dei Giganti, una rete di pozzi, fonti e opere idrauliche.
Scrive Antonio Spadaro in Civiltà Cattolica: “Indubbiamente la promozione dei nuraghi da parte dell’Unesco avrebbe una ricaduta diretta sulla Sardegna e sull’Italia. … La rilevanza culturale dei nuraghi appare evidente. Essi sono costruzioni che, per la loro architettura, unità e integrazione nel pae­saggio, meritano l’ambìto riconoscimento del loro valore universale eccezionale sotto l’aspetto storico e artistico. Rappresentano un capolavoro del genio creativo dell’uomo, e mostrano un importante interscambio di valori umani…”.Continua a leggere →

“Algas nucleares, no!!!/Immondizie nucleari, no!!!” In poesia la risposta dei Sardi

Senza titolo di Costantino NivolaIn tempo di pandemia, mentre l’attenzione è polarizzata sulla situazione sanitaria, arriva il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per rendere noto l’“Avviso pubblico” per la “Consultazione pubblica per l’avvio della procedura per la localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico, ex D.lgs. n. 31/2010”.
È stato, pertanto, comunicato un elenco di 67 località potenzialmente idonee, suddivise su sette regioni, per la costruzione del deposito nazionale e del parco tecnologico, che dovrebbe sorgere su un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco. Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia sono le regioni individuate.
Ma i Sardi, da tempo, sentono odore di bruciato, tant’è che, tra le immancabili reazioni del mondo politico, particolarmente dura la presa di posizione di Christian Solinas, governatore della Sardegna, contro l’ipotesi del deposito nazionale nell’Isola: posizione recisa che dà voce alle preoccupazioni dell’intero Popolo sardo.Continua a leggere →

Sardi di Biella e Istituzioni isolane contro lo stoccaggio delle scorie nucleari in Sardegna

no scorie

In piena sintonia con l’Amministrazione regionale guidata da Christian Solinas, la comunità dei Sardi di Biella aderisce alla protesta contro la scelta della Sardegna come luogo per la realizzazione del deposito “unico” di stoccaggio delle scorie nucleari.
Su 67 siti individuati sul territorio nazionale, ben 14 riguardano la Sardegna.
L’ennesimo atto di arroganza e prevaricazione di uno Stato e di un Governo che non hanno alcun rispetto per l’Isola e per la volontà chiaramente espressa dal Popolo Sardo, in maniera definitiva ed irrevocabile, con un Referendum ed una legge regionale“.
È il commento del governatore Solinas – riportato dal quotidiano l’Unione Sarda – alla pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare depositi di rifiuti radioattivi elaborata dalla Sogin ed approvata dal Ministero dello Sviluppo Economico e da quello dell’Ambiente, che contempla appunto 14 zone della Sardegna.Continua a leggere →

Gennaio, una parola sarda al mese: “M” come “Ma”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

MA congiunzione sarda e italiana esprimente un valore avversativo, di contrapposizione tra due elementi di una stessa proposizione o tra due proposizioni dello stesso genere; ma non solo. Secondo il Diz. Etimol. Della Lingua Italiana deriverebbe dal lat. mǎgis ‘più, piuttosto’. Però le ipotesi fatte da DELI per accreditare questo inconsueto passaggio ostano parecchio, oltre che con la forma, con la semantica. La questione, così posta, non è da prendere in considerazione.
Ma sembra un termine mediterraneo precursore delle lingue cosiddette classiche. È presente nella lingua hittita in forma enclitica, dove –ma indica appunto il nostro ‘ma’ e pure ‘e’, ‘invece’. È insomma una particella congiuntiva che, per certi versi, ha tutte le caratteristiche del sardo (e italiano) ma, e ne ha pure parecchie altre che condivide sempre col sardo (e italiano) ma.Continua a leggere →