
In un mondo in maschera, durante questo interminabile tempo di restrizioni estese e accorciate come un elastico, anche la Comunità che fa capo a Su Nuraghe di Biella cerca di trovare momenti di socialità non solo virtuale.
L’occasione è data dalle feste di Carnevale e dal cibo che le caratterizza, che ha permesso di riaccendere i fornelli per la produzione comunitaria di frittelle. Tra le ricette isolane e i diversi nomi che le identificano, particolarissime sono “sas cattas”, dolci a forma di spirale, italianizzate e note come “zippulas sardas”, zeppole sarde.Continua a leggere →



La prima e la seconda parola che proponiamo quest’oggi sono tratte da una bellissima poesia di Elisa Revelli (autrice di ben sei volumi di versi). La prima è l’avverbio dun-a (“tosto, presto, rapidamente”), parola molto antica, ma usata tuttora correntemente, che ricorre spesso in autori del Settecento e dell’Ottocento, come Ignazio Isler e Angelo Brofferio. Buria (“tempesta”) è parola pure antica, ma essa pure di uso frequente in epoca contemporanea. Ecco il verso che le contiene entrambe: dun-a as pasia la buria [Revelli] = tosto s’acquieta la tempesta.
Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella