Tempus trampadore/Tempo ingannatore: il presente visto dai Sardi nella poesia di Nicola Loi

Suelli, nuraghe Piscu

Su piattaforma Google Meet la poesia di Nicola Loi verrà presentata martedì 24 novembre 2020 alle ore 21:00 in collegamento transoceanico tra Biella e La Plata (Argentina).

Tempus trampadore/Tempo ingannatore” è la poesia che Nicola Loi di Ortueri (Nuoro) ha appena scritto per essere inserita tra i testi del prossimo appuntamento del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, per imparare a leggere e scrivere in lingua materna contemporanea.
Un progetto a più voci che vede la collaborazione di poeti e scrittori contemporanei, dove la contemporaneità nel senso del tempo presente è il tema che attraversa anche le undici quartine di questo testo. Al ritmo dell’endecasillabo è affidato il messaggio sociale da cui traspare la paura per “…custa pesta, chi torra nos che torrat a serrare”, questa peste che di nuovo ci vuole rinchiudere”, perché siamo ritornati “a tempos de foghile”, ai tempi del focolare”, ossia non si potrà di nuovo uscire di casa.Continua a leggere →

Lingua materna che unisce Biella e La Plata (Argentina)

alcuni partecipanti all'incontro linguisticoMartedì 27 ottobre 2020, il Circolo Sardo di La Plata “Antonio Segni” e il Circolo Culturale Sardo di Biella “Su Nuraghe” hanno avuto il loro incontro mensile attraverso il Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, continuando la costruzione della seconda parte del “Gemellaggio tra Nuraghes”, tra la città di La Plata e la città di Biella, all’interno del progetto regionale “Casa Sardegna”.
Il contatto transoceanico continua con la lettura di proverbi africani, poesie, storie di migrazioni sarde e italiane attraverso la piattaforma Google Meet.
Lingua e cultura sarda, italiana, piemontese e argentina, arricchiscono e rafforzano i legami tra nativi sardi ed emigranti italiani che vivono in entrambi i continenti.
Tra i testi, i proverbi africani di padre Oliviero Ferro tradotti in lingua sarda da Giulio Solinas e le opere dei poeti contemporanei Tore Spanu e Nicola Loi, pubblicati in precedenza sul sito web di “Su Nuraghe” e su altri mezzi di informazione tradizionali e on-line. Le opere sono state curate in italiano da Roberto Perinu e Battista Saiu, su indicazione degli autori, tradotte in Piemontese letterario nella trasposizione dij Brandé, a cura di Sergi Girardin, di Caraglio (Cuneo) e rese in Castigliano da Matteo Rebuffa, di Candelo (Biella). Continua a leggere →

Sardo, Piemontese e Castigliano: lingua materna attraversando mari e oceano da Biella a La Plata (Argentina)

Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant” – appuntamento: martedì 27 ottobre 2020, alle 21:00 ora italiana, ore 16:00 dall’altra parte dell’oceano.

In tempo di coronavirus il Laboratorio Linguistico di “Su Nuraghe” di Biella continua in connessione con Google Meet con il Circolo Sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina), superando mari e oceano mediante l’uso della lingua materna nella poesia, nella storia e nella cronache dell’attualità.
In questa occasione si leggeranno proverbi africani di padre Oliviero Ferro di Plello di Borgosesia, tradotti in sardo campidanese da Giulio Solinas di Sestu (Cagliari) e opere dei poeti contemporanei Tore Spanu di Pozzomaggiore (Sassari) e Nicola Loi di Ortueri (Nuoro).
I testi, pubblicati in precedenza, sono allocati e disponibili sul sito istituazionale di Su Nuraghe di Biella e sulla pagina FaceBook del Circolo sardo di La Plata.
Le traduzioni in italiano sono curate da Roberto Perinu e da Battista Saiu, su indicazione degli autori. In omaggio alle “Patrie di accoglienza”. Inoltre, le opere sono tradotte in Piemontese letterario nella trasposizione dij Brandé, a cura di Sergi Girardin, di Caraglio (Cuneo), e rese in Castigliano da Matteo Rebuffa, di Candelo (Biella).

Eulalia Galanu

Oropa, nuova tovaglia a filet per la festa della presentazione di Maria al Tempio

Italo Maggia, Laura Caterina Rossetti, mons. Salvatore Pompedda e suor Caterina

Realizzata a modano durante questi mesi di restrizioni, una nuova tovaglia a filet, opera di Laura Caterina Rossetti di Borriana, va ad arricchire il corredo sacro del santuario di Santa Maria di Oropa.

Sul davanti, al centro del manufatto, la sigla “V M R O” a significare “Vergine Maria Regina di Oropa”, con le lettere appaiate e suddivise a lato di una stella ad otto punte. Ricamato in filo dorato, il simbolo geometrico identificativo di Oropa è ripetuto, alternato a rose fiorite e in boccio, continuando con stelle e piccoli fiori, nella parte rivolta verso il celebrante. Lo sviluppo totale è di oltre sette metri di lunghezza. Un lavoro impegnativo realizzato con l’antico grande telaio sardo che fu di suor Maria Battistina, al secolo Caterina Sotgiu, “Pietatina” di clausura a Biella dal 1939, donato alla nipote “zia” Antonietta Sotgiu di Bosa (Oristano), iniziatrice del laboratorio di filet di Su Nuraghe al quale la ricamatrice di Borriana partecipa da sempre.Continua a leggere →

“Meledade/Meditate”, poesia di Nicola Loi che attraversa l’oceano

Sedilo, Nuraghe Lure

Martedì 27 ottobre, ore 21:00 collegamento transoceanico tra “Su Nuraghe” Biella e Circulo sardo “Antonio Segni” La Plata (Argentina) – poesia di Nicola Loi per il Laboratorio linguistico intercontinentale su piattaforma Google Meet.

La vita è quel fiume – o, almeno, così si crede – che l’essere umano naviga attratto dall’utile che tutto calpesta. Ma “…quel fiume non torna indietro – cuddu riu no torrat a segus“. Queste le parole del Poeta.
Ma, nella mutabilità dello scorrere del tempo e della vita, l’Io permane intatto. Nella sua immutabilità, è attraversato da forze che lo agitano e lo sballottano di qua e di là. Forze che obbediscono a leggi oscure, contro le quali, forse, servirebbero dei principi, morali o religiosi o razionali: difficile dire. I principi, a dire il vero, ci sono, ma precipitati in fondo a noi stessi, nascosti. Dimenticati e, sovente, ritenuti addirittura obsoleti per tranquillità d’animo, per bieca comodità.
La devozione all’oro, che brucia le mani di chi lo maneggia, (…sa manos brujadas dae s’oro, per riportare le parole del Poeta) fa diventare di pietra il cuore. E con cuori di pietra abbiamo a che fare giorno dopo giorno. Pietra che assume diversi aspetti e mutevoli: dalla pigrizia a fare alla svogliatezza, dalla volontà di non affrontare la realtà e di non assumersi responsabilità alla superficialità con cui si liquidano situazioni che meriterebbero ben altra coerenza: ci si nasconde dietro mode e ideologie – religiose, filosofiche, politiche – che, così ci fa comodo credere, ci sollevano dal pensare, dall’affrontare con rettitudine la realtà…Continua a leggere →