
Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo – via Fiume, 12, visitabile tutte le domeniche, dalle ore 14:30, alle ore 18:30 – Info e su prenotazione: Idillio, 3343452685 – Ingresso libero.
Gli allestimenti presenti nel Museo delle Migrazioni fanno sì che il visitatore si renda conto che nessuna storia di nessun luogo è isolata dalle altre. Ogni cultura è il risultato della continua contaminazione tra diverse popolazioni che, per l’appunto, migrano, generando nuove ricchezze attraverso rapporti di reciprocità.
A Pettinengo, un esempio rappresentativo è legato all’allestimento etnografico con al centro la famiglia Martinero, impresari della Valle Cervo. Nel 1883 – nell’Italia oramai unita da 22 anni – Giorgio Martinero ottenne il nulla osta per il rilascio del passaporto per andare in Sardegna a proseguire il suo lavoro, contribuendo a consolidare quel filo invisibile che lega il Biellese alla Sardegna attraverso evidenti somiglianze architettoniche riscontrabili qui e sull’isola. Ma non solo: quando tornavano in Valle, i coniugi Martinero portavano con sé diversi souvenir sardi per far fronte alla nostalgia, tra cui alcune piante che portarono alla creazione del “bosco dell’amore”, vero e proprio angolo di Sardegna presente nel nostro territorio, a Quittengo.Continua a leggere →


Originario di Sanluri, in provincia di Cagliari, Francesco è arrivato a Biella nel 1963, ai tempi della grande migrazione abitando prima a Sordevolo e, poi, nel quartiere Riva di Biella. Quarto di otto figli ha frequentato fino alla terza Avviamento, lavorando per tutta vita nel campo della telefonia, ricoprendo l’incarico di dirigente nella TELET di Vigliano Biellese.
In preparazione della prossima festa di San Grato che si terrà a canton Gurgo di Pettinengo domenica 16 settembre 2018 – con pranzo tipico sardo che verrà servito in chiesa – continuano i lavori di restauro nell’antico oratorio dei santi Grato di d’Aosta e Eusebio da Cagliari, con al centro il tabernacolo ligneo del XVIII secolo. Bell’espressione del barocco piemontese, l’oggetto d’arte è stato affidato alla cura del prof. Valentino Faraci, restauratore accreditato con Diploma di laurea in pittura con sperimentazione in restauro e in manufatti scolpiti in legno, nell’ambito del “Progetto di restauro” che ha coinvolto studenti del Liceo Scientifico “Amedeo Avogadro” di Biella per conoscere e apprendere saperi tecnici artigianali e, in generale, i saperi del lavoro connessi ad attività produttive: saperi e il saper fare intesi quali espressione della tradizione artigianale, dei processi produttivi e della cultura del lavoro. La scuola biellese – coinvolta nel progetto “Museo delle Migrazioni”, sostenuto da Regione Piemonte e da Regione Autonoma della Sardegna – declina nel presente saperi tradizionali attraverso attività didattico-educative inserite nell’ambito dell’offerta formativa proposti dall’Istituto superiore, in collaborazione con il territorio.