
Doveva essere un viaggio alla “ricerca delle radici culturali e spirituali dell’Occidente” quello di Battista Saiu e Dino Gentile al Monte Athos … e così è stato. “Un’esperienza straordinaria – commenta Gentile – di scoperta e condivisione dei ritmi e dei gesti che scandiscono la vita monastica. Il Cristianesimo delle origini, tutt’oggi presente nelle dimensioni eremitiche e cenobitiche del Monte Athos, proietta nella contemporaneità e in un modo di stare al mondo che è stratificazione di valori antichi e di presenza del trascendente nella nostra vita quotidiana“.
Il viaggio in terra greca, di fatto iniziato e concluso nella città di Salonicco, ha permesso di andare anche alla ricerca di relazioni e aspetti comuni della cultura materiale di popoli mediterranei. In occasione di un’attenta visita al Museo Etnografico di Salonicco, Battista Saiu ha potuto rilevare motivi di stretto legame tra il modo di vestire e di mangiare delle genti di Tracia e Macedonia con quello del popolo di Sardegna.Continua a leggere →

Il numero di ottobre 2017 del trimestrale Rivista Biellese festeggia i vent’anni di vita del periodico: una durata che ha battuto ogni precedente record per pubblicazioni del genere in provincia di Biella. Esso contiene, tra gli altri, un articolo di Carlo Gavazzi dal titolo “Un ponte con sa Sardigna”, che ripercorre a grandi linee la storia e le innumerevoli realizzazioni di Su Nuraghe, focalizzandosi in particolare sulle origini (e sulla figura di Annamaria Cuccuru ad esse legata), sulla sede di Biella, sul nuraghe Chervu nonché sul Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo, che, a detta dell’autore, “si distingue per la chiarezza espositiva, il rigore e l’interesse dei materiali presentati”.
Dopo il bellissimo esordio con Rita Marcotulli, sarà la volta di un altro recital pianistico, questa volta però di segno diverso. Sarà infatti ospite della stagione concertistica Lucio Garau, pianista e compositore dalla formazione eclettica come il magnifico programma che proporrà a Villa Piazzo, il quale include opere di Carlo Gesualdo da Venosa, Girolamo Frescobaldi, Johannes Brahms, Domenico Scarlatti e dello stesso Lucio Garau. Un percorso apparentemente misterioso, in realtà legato da sottili e tenaci fili le cui trame verranno svelate dall’artista stesso.