Sardi e Biellesi, storie che s’intrecciano attraverso Sant’Eusebio

Sardi davanti alla basilica antica di Oropa

Altre immagini della giornata ad Oropa

Con l’arrivo della primavera, anche il santuario mariano eusebiano alpino di Santa Maria di Oropa si anima di nuova vitalità: pellegrini che arrivano da ogni parte, non solo dal Biellese. Così è stato domenica scorsa, con lunga fila davanti alla Porta Santa. Nella basilica antica straripante fedeli, ai piedi della Madonna Nera la Comunità dei Sardi di Biella si è unita in preghiera. Molti hanno indossato gli abiti festivi delle tradizione per partecipare alla Santa Messa officiata da don Edoardo Moro, canonico del Capitolo di Santo Stefano, decorando la celebrazione eucaristica con canti liturgici in Limba mama, in lingua materna, intonati dalle Voci di Su Nuraghe, coordinate da Giacomo Canu, dirette da Renzo Boin, accompagnati all’organo da Roberto Perinu, a significare anche nelle melodie e nelle parole, il profondo antico legame che unisce Isola e Genti alpine.
La memoria popolare e le numerose lapidi, murate durante i secoli sulle pareti dell’antica basilica oropense, raccontano la storia che, ad un tempo, è storia sarda e storia biellese, attraverso il Vescovo Eusebio, primate di Vercelli: Sant’Eusebio – sardus natione – nato in Sardegna alla fine del III secolo, è emigrato, ancora bambino da Cagliari, dove esiste l’antica chiesa ipogeica intitolata a Santa Restituta, madre di Eusebio.Continua a leggere →

Ulysses, a prescindere dalla provenienza e dal colore della pelle

Fabio Donato Saccu, al centro con papà e mamma, e alcuni partecipanti alla lezione di cinema

La sera di sabato 12 marzo, nelle sale del Punto Cagliari, Fabio Donato Saccu ha presentato «Ulysses», un documentario sull’attualissimo tema dell’emigrazione ambientato nella realtà urbana di Cagliari, film risultato vincitore della settima edizione del concorso AViSa, Antropologia Visuale in Sardegna, dell’I.S.R.E., Istituto Superiore Etnografico della Sardegna, che propone uno sguardo sulle culture presenti nell’Isola nel tempo presente.
Il nuovo appuntamento con le lezioni di cinema tenute da giovani di prima e di seconda generazione che Su Nuraghe di Biella popone “per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore”, ha visto la partecipazione di amici di famiglia Veneti e Sardi: il papà di Fabio, Carlo, è di Monselice (Padova) e la mamma Salvatorica Saccu, di Pozzomaggiore (Sassari).
Nel Biellese, oltre a immigrati sardi, siciliani e dell’Italia peninsulare, i Veneti – sebbene poco strutturati – formano la comunità etnica più numerosa: arrivati in gran numero come sfollati della Grande Guerra; a servizio nelle case di nobili e industriali; mondine in risaia; operai ed operaie nelle fabbriche, fino al nuovo massiccio arrivo dopo le alluvioni del Polesine nei primi anni Cinquanta del Novecento.Continua a leggere →

A Biella come in Sardegna, canti in Limba in onore di San Giuseppe

Sardi e Biellesi all'arrivo al sacello di San Giuseppe di Riva

Altre immagini della festa

Sabato scorso, è stata cantata in Limba, Lingua sarda la santa Messa della novena di San Giuseppe, officiata dal Salesiano don Giorgio Chatrian di Aosta. Nell’antico sacello che sorge a Nord di Biella, nel quartiere Riva, lo stesso che ospita la sede del Circolo Culturale Sardo della Città, è venerato San Giuseppe morente. Culto molto attivo, grazie ai componenti della “Pia Unio a Transitu Pro Morientibus Adiuvandis”, l’Associazione biellese di apostolato per la preghiera in soccorso dei morenti, fondata un secolo fa da San Luigi Guanella, presieduta da Gabriele Prola.
La chiesetta, ampliata nel tempo, sorge nell’antica strada che conduce ad Oropa. È considerata una delle prime tappe del percorso devozionale di Santa Maria venerata nel santuario eusebiano alpino. Fino a prima della motorizzazione era sosta d’obbligo per i pellegrini che si recavano ai piedi della Madonna nera per chiedere grazie, protezione ed intercessione.Continua a leggere →

Il gesto e parola, corso di palme «filadas» intrecciate alla sarda

Donne del Filet, Francesca Delussu, prove di intreccio

Mercoledì 16 marzo, alle ore 15, nelle accoglienti sale del Circolo Su Nuraghe di Biella verranno intrecciate le palme rituali filadas alla sarda da consegnare al vescovo, a sacerdoti e religiosi della Diocesi di Biella. Per un pomeriggio, il consueto corso di Filet cambia pelle: al posto dei più consueti fili, saranno le foglie ad essere tessute direttamente ‘dal vivo’, senza passare attraverso complessi processi tecnologici. Saperi materiali antichi, appresi attraverso l’oralità, il gesto e la parola verranno messi a disposizione da Francesca Delussu di Tertenia.
Francesca, come molti in Sardegna, ha imparato quest’arte fin da bambina, aiutando gli adulti a preparare le palme da portare in chiesa la domenica prima di Pasqua.
Sacra fin dall’antichità, la palma è una delle prime piante domesticate dall’uomo per avere cibo; associata alla fertilità dell’uomo, degli animali e della terra, ma anche al cielo e al sole che lo domina. Simbolo di regalità e vittoria, di rigenerazione e di immortalità, palme intrecciate sono presenti nelle processioni di Iside; trasmigrano nel Cristianesimo fin dai primi secoli, a ricordo di quelle innalzate al cielo o posate per terra all’ingresso di Gesù in Gerusalemme, acclamato ‘Re dei Giudei’.Continua a leggere →

Festa e pranzo sardo all’ANFFAS, rifiorisce la solidarietà concreta

Domenica 20 marzo 2016, alle ore 13.00, a Gaglianico, presso il Centro ANFFAS si terrà il tradizionale pranzo tipico sardo organizzato in collaborazione con il Circolo “Su Nuraghe” – menù – prenotazione

cottura di maialini e salamelleA Biella, l’arrivo della primavera segna il rifiorire della nuova stagione e della solidarietà.
Da 26 anni, il pranzo ANFFAS permette di conoscere la realtà di persone con disabilità, in un giorno di festa dove, attraverso la condivisione, la solidarietà diventa concreta.
In perfetta sintonia con le parole di Francesco. Il Papa, lo scorso anno, durante la sua visita pastorale a Napoli, prendendo spunto da piante e fiori che si rinnovano, incontrando i giovani sul Lungomare Caracciolo, ha affermato: “Il primo giorno di primavera, il giorno della speranza… ad ogni primavera si riprende la strada… si fiorisce un’altra volta“.
A Biella, grazie agli amici dell’ANFFAS che aspettano il giorno della loro festa, ad ogni primavera rifiorisce l’amicizia solidale, percorrendo assieme un po’ di cammino. I Sardi di Biella, da sempre hanno deciso di stare pubblicamente a fianco delle persone più deboli, organizzando per loro una delle feste più importanti nel loro ricco calendario di attività; impegnando oltre trenta volontari, i migliori cucinieri e gli spiedi più abili per preparare il pranzo tipico sardo per trecento invitati: gesti di speranza e di solidarietà concreta.Continua a leggere →