
Conversazione e degustazione gratuita di diverse varietà di caffè
Domenica, 3 settembre, alle 16:00, presso il Museo delle Migrazioni di Pettinengo, Luca Ciurleo, in qualità di antropologo e sommelier del caffè, spiegherà ai presenti una serie di aneddoti relativi alla nera bevanda, approfondendo soprattutto le estrazioni alternative a moka ed espresso. Un pomeriggio dedicato alla scoperta del caffè, per far capire che “un caffè non è solo un caffè”. Dietro infatti ad una tazzina della nera bevanda, la più consumata nel mondo, seconda solo all’acqua, ci sono una serie di piccoli segreti e di cose troppo spesso misconosciute al grande pubblico. In Italia, infatti, nonostante una grande supponenza nazionale di essere tra i popoli più esperti di caffè, vige una grande ignoranza, sintomo evidente di una mancata cultura di questa matrice alimentare.
«Durante l’incontro proveremo diversi tipi di caffè – spiega Ciurleo – grazie alla collaborazione con Nova Coop, e noteremo diversità e differenze tra un’Arabica Nicaragua estratto in v60 ed un “blend arabica” e “robusta India” fatto con l’ibrik, la tipica caffettiera turca, oppure la stessa miscela estratta in Chemex, French press o Aeropress».

Dìcios e Peràula de Deus / Proverbi e Parola di Dio – immagini e nomi sardi di fiori – Laboratorio linguistico transoceanico mensile tra “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).
Quarto di nove figli, seguendo l’esempio di altri fratelli costretti, loro malgrado, a lasciare la Sardegna, alla fine degli anni Cinquanta si trasferisce a Milano.
ARIŠTÁNIŠ = IŠTARĀNIŠ – Tra i due dizionari consultati (Chicago Assyrian Dictionary, in 25 volumi, ed il mono-volume A Concise Dictionary of Akkadian), trovo che il primo, nonostante la profluvie di citazioni in oltre 4 pagine, procede cautamente nella interpretazione di Ištarāniš, mentre è il secondo ad essere preciso e deciso. Il motivo è semplice: il volume n° 7 – I/J del CAD – fu pubblicato nel 1959, mentre il CDA fu pubblicato 41 anni dopo nel 2000. E sappiamo quante menti si applichino ancora oggi, diuturnamente, a risolvere passo passo i problemi interpretativi che una lingua di così recente scoperta (l’accadico) pone tuttora. Talché – come tutti sanno – il 10% del vocabolario mesopotamico non è stato ancora tradotto.