Ricordare Enrico Maolu aiutando i bambini poveri dell’India

Enrico Maolu

Enrico Maolu con bambini poveri dell'India

L’affetto e l’amicizia che hanno sempre accompagnato la vita di Enrico si sono rivelati presenti e importanti anche dopo che ci ha lasciato. In suo ricordo numerose persone hanno dato un contributo che è stato devoluto per aiutare quei bambini che aveva visto per le strade e nei villaggi dell’India, che gioivano anche solo per una penna o una maglietta, che sorridevano per un pugno di riso.
La generosa offerta degli amici dell’Anffas (€ 610,00) è stata inviata alla scuola primaria di Khajuraho ed alla missione umanitaria sostenuta dalla famiglia del maestro Ram Prakash SHARMA recentemente scomparso.
Parte delle altre offerte (€ 500,00) sono state consegnate a Don Thomas Vailatt, procuratore della missione salesiana Don Bosco di Bangalore.
Enrico aveva conosciuto le missioni salesiane in India grazie a Padre Georg Mouttahparambilla con il quale aveva visitato alcune parti di questo paese. I Salesiani sono una congregazione religiosa, i principali destinatari della loro missione sono i giovani con un’attenzione particolare verso coloro che, a causa della povertà economica, sociale e culturale, non hanno la possibilità di costruire le basi per il loro futuro. Con il lavoro missionario, elemento fondamentale della congregazione, i destinatari diventano i giovani di tutto il mondo.
Il resto delle offerte verrà utilizzato per adottare uno o più bambini a distanza tramite l’associazione Padre Renzo Zola a cui erano già stati devoluti € 300,00. (Associazione di volontariato per la diffusione del “sostegno a distanza”, sede in via C. Ghigliotta, 39 – 13886 Viverone (Bi)

Irene Maolu

Enrico Maolu

Il sostegno a distanza è una forma di aiuto che garantisce a chi è povero e non possiede i mezzi necessari, la possibilità di frequentare il corso di studi fino alla conclusione dell’ultimo anno previsto dalla legislazione vigente nel paese d’origine ed il cui costo è assunto da chi effettua il sostegno.
Questa forma di intervento consente al ragazzo aiutato di rimanere nell’ambito dei luoghi di nascita e crescita, conservando le proprie tradizioni e le caratteristiche di origine ma, soprattutto, i legami affettivi con la propria famiglia, quando esiste e con coloro con i quali si relaziona quotidianamente.
L’esperienza al riguardo conferma che è preferibile questo tipo di aiuto, rispetto all’adozione che si effettua chiamando presso di sé il bambino, in paesi di abitudini sovente sconosciute a quest’ultimo, che si ritrova in tal modo estraniato dalle proprie tradizioni.

Ram Prakash SHARMA, fondatore della scuola di Khajuraho è nato nel 1936 nel nord dell’India.
Inizia la sua carriera insegnando al liceo e contemporaneamente prosegue i suoi studi di storia indiana e pedagogia ottenendo due lauree e due dottorati di ricerca. Diventa esaminatore di yoga all’università di Sagar e responsabile accademico dell’insegnamento nelle scuole della sua regione. La svolta decisiva della sua vita avrà luogo all’età di trentun anni quando incontra nella foresta di Madwas, Sadhu Mukti Deo che lo inizia al Parakh Pad secondo l’insegnamento di Kabir. Sposato e padre di cinque figli ha voluto conciliare vita spirituale, lavoro e vita familiare.
Dal 1978 ha viaggiato in Europa e negli Stati Uniti per diffondere il suo messaggio di pace e felicità. Per realizzare la sua missione rinunciò all’incarico universitario e a qualsiasi promozione professionale.
Sharma Yogi dice: dopo la Realizzazione, la missione più importante è aiutare l’umanità dando dignità e aiuto ai più deboli. Per realizzare questo scopo tra tante iniziative è stata costruita una scuola elementare che è sede della missione umanitaria.

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