Biodiversità nel Biellese: un dono dei Sardi alla terra di adozione: Marzo

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Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso fotografie e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice.

Arrivano le industrie – L’industrializzazione dell’Ottocento e del Novecento spostò la manodopera nelle fabbriche. Le campagne sui rilievi, poco produttive, furono abbandonate. In pochi decenni il bosco riconquistò i terreni coltivati, riportando il paesaggio alla sua configurazione originaria. Tornarono ad avanzare le specie forestali, mentre diminuirono quelle degli ambienti aperti. Il processo è tuttora in corso.

Per preservare la biodiversità agreste occorre mantenere attive le coltivazioni ed evitare che il bosco inglobi le aree aperte residue. Non aiuta certo l’agricoltura moderna, che tende ad eliminare siepi, stagni, fasce erbose, e ad usare pesticidi nocivi alla fauna. Diventa necessario coltivare rispettando l’ambiente: è in quest’ottica che assume rilevanza l’agricoltura hobbistica condotta da privati.

Nell’immagine, Parargeimmagine di Lucio Bordignon

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