Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”.
La Primavera è di gran lunga la stagione dell’anno più celebrata dai poeti di tutte le epoche. Quelli piemontesi non sono un’eccezione. Qui di seguito riportiamo i versi di quattro dei lirici più squisiti di questa lingua. Si noterà che Barba Tòni Bodrìe la chiama “Primavera”, proprio come in italiano, mentre altri due la chiamano “Prima” (Gianrenzo Clivio, Elisa Revelli), che è poi il termine consacrato per “Primavera”. Tavo Burat oscilla tra queste due versioni, ma anche molti altri poeti piemontesi usano a volte il primo termine, a volte il secondo.
Sl’erba novela ’l passaròt a va a sautèt ’me s’na tastera. La bisa a vron-a ij branchèt. Sinfonìa ’d Primavera [Tavo] = sull’erba nuova il passero va a saltelli come su una tastiera. Il vento sottile fa violino tra i rametti. Sinfonia di PrimaveraContinua a leggere →