Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella
RAGAPEDDE ‘pipistrello’ (Chiroptera) (Sindìa). Questo avionimo significa letteralmente ‘con la pelle tipo ragas’. Per ragas(plurale) s’intende un ‘gonnellino di orbace nero’ appartenente al costume maschile dell’intera Sardegna. Da tutti gli studiosi è chiamato proprio così: gonnellino. Wagner propone l’origine dall’italiano braca, braga, che è dal lat. brăca, di origine gallica secondo Diodoro siculo ed Esichio, designante i ‘pantaloni’, un indumento che fu delle popolazioni celtiche ma ignoto ai Romani, i quali lo adottarono soltanto sul finire dell’Impero.
Nessuno ha mai notato la contraddizione tutta sarda di chiamare gonnellino quelli che, stante l’etimologia corrente, dovrebbero essere pantaloni. In realtà le ragas a noi note attualmente non sono né gonnellino né pantaloni poiché, pur avendo sagoma di gonnellino, hanno le falde saldate da una vistosa traversa inguinale.

Coordinato da Idelmino Rossi e Carlo Avantario, venerdì 3 febbraio 2023, al Circolo sardo di Biella si è svolto il Gran Torneo di carte “a scopa”. La serata, aperta alla partecipazione degli associati ai circoli Arci, Acli e ad altri Enti dopolavoristici presenti sul territorio, è stata caratterizzata dalla presenza di Alpini e di amici che fan capo a diverse Pro Loco. Legami fraterni per offrire al territorio momenti aggregativi socializzanti all’insegna dell’amicizia.
Sabato 11 febbraio 2023, con inizio alle ore 19:30, è possibile partecipare al Carnevale dei Sardi di Biella: a tavola per la gran favata, piatto ricco della cucina povera contadina. Preparata a base di legumi, la favata sarda fa il paio con le fagiolate biellesi, comprese le immancabili tradizionali lenticchie, diffusamente consumate nella notte di capodanno. Favate e fagiolate cucinate nella stagione più fredda dell’anno risalirebbero al cibo rituale preparato in ricordo dei trapassati, piatto ancora presente per trasferimento nell’Europa divenuta cristiana nelle tavole dei morti, apparecchiate nella notte del 2 novembre. Originariamente, preparati a base di legumi venivano offerti e consumati sulla tomba dei trapassati il 21 febbraio, durante i “Feralia”, al termine dei “Parentalia”, periodo di purificazione che iniziava il 13 febbraio.