Ieri mattina, dopo lunga malattia, è mancata Teresa Bosincu, di Ozieri. Aveva 71 anni. Lascia nel dolore il marito Alberto; le figlie Agostina e Angelica, con il marito Stefano e la piccola Zoe; le sorelle Antonietta, Mariolina, Giovanna, Carmela, Pinuccia e Anna, con le rispettive famiglie; i cognati Giovanni e Caterina, con le rispettive famiglie; i cugini, i parenti e gli amici tutti.
Teresa abbandona la residenza di Pozzomaggiore, per approdare a Biella nella seconda metà degli anni Sessanta: sono quelli della grande migrazione al femminile. Col suo arrivo, incrementa quel manipolo di donne sole che hanno scelto di vivere all’ombra del Mucrone.
Da subito impiegata come assistente di bambini di comunità, presterà servizio al brefotrofio di via Repubblica fino alla chiusura dell’Ente. Poi, un breve periodo all’ASL di Cossato, prima di completare la carriera lavorativa a Biella come assistente amministrativo presso il Liceo Scientifico “Amedeo Avogadro”.
Aderente al Circolo sardo, finché la salute glielo ha permesso, ha partecipato operosamente alla vita associativa, animando i social di Su Nuraghe attivati per superare nuove solitudini.Continua a leggere →
Una lastra di calcare di Gemona per ricordare a Biella le vittime della guerra del 1915-1918

Il Comune di Gemona del Friuli farà presto pervenire a Biella la sua lastra della memoria che andrà a incrementare il monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale in corso di realizzazione al Nuraghe Chervu, alle porte della città. Si tratta di una lapide di calcare rosato, proveniente da un’antica cava di pietra del Monte Cjampon, con inciso il nome della cittadina friulana e il numero delle sue vittime durante la Grande Guerra, ossia 319. Il lastricato commemorativo, dedicato alla Brigata “Sassari” e ai Caduti di tutti i Comuni d’Italia, è un’opera “in fieri” che si ingrandisce a mano a mano che i vari Comuni italiani inviano il loro contributo. L’iniziativa, proposta dal Circolo Culturae Sardo Su Nuraghe e subito abbracciata dall’amministrazione di Biella, si pone come ambizioso obiettivo quello di realizzare il monumento ai Caduti più “partecipato” d’Italia. Finora sono giunte all’ombra del Mucrone circa 600 pietre, di cui 250 già istallate nel marzo del 2019. La prossima posa è prevista per la primavera del 2022.Continua a leggere →
Gennaio a Nuraghe Chervu – visite guidate gratuite all’Oasi delle Api di Biella

Continuazione ed estensione dell’Anno internazionale delle Api, le pagine di Su Calendariu 2022 del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella ci accompagnano con scansione mensile, dedicate ed estese ad altri animali impollinatori.
Strumento educativo rivolto alle nuove generazioni, offrono la possibilità di visite guidate gratuite a tutte le scuole che ne faranno richiesta (telefono Idillio: 334 345 2685).
Sensibilità naturalistica in difesa del creato che guarda alle nuove generazioni attraverso la realizzazione del laboratorio didattico “Oasi delle Api – Casiddos di Nuraghe Chervu”: iniziativa condivisa dalla locale Comunità sarda, progettata in collaborazione con l’Associazione Biellese Apicoltori, con il Club Soroptimist di Biella e con l’Associazione Pacefuturo di Pettinengo.Continua a leggere →
Su Nuraghe in poesia, danza sciamanica, voce e campani accordati

Per questa festa dell’Epifania che chiude il ciclo festivo del Natale, gli auguri di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro) con una poesia appositamente scritta per il Circolo Culturale Sardo di Biella. Diffusa attraverso i social di Su Nuraghe, verrà inserita tra i testi del Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, incontri mensili tra il Circolo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina) nell’ambito di “Casa Sardegna – gemellaggio tra Nuraghes”, progetto a regia regionale su indirizzo assessoriale di Alessandra Zedda, Assessore del Lavoro e Vicepresidente della Regione Autonoma della Sardegna.
Composta da ottonari ed endecasillabi, la poesia di Nicola Loi per questo giorno di festa è fatta per essere ballata nella danza “a tres passos”, “a tre passi”: tre saltelli che si alternano e susseguono. Anche nella metrica sarda, l’ottonario è verso nel quale l’accento principale si trova sulla settima sillaba che dà ritmo al verso.Continua a leggere →
Gennaio 2022, una parola sarda al mese: “B” come “BAGASSA”
Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella
BAGASSA sd. (Gallura gacassa) ‘donna che vende il proprio corpo, prostituta’: kenna un cittu ke bagassa in kéḍḍa santa ‘spiantato come bagascia in Settimana Santa’. Sas Bagassas, toponimo di Bosa presso Capo Marárgiu, indica un sito di prostituzione; quasi certamente si trattò di prostituzione sacra. Un toponimo uguale si trova nella Nurra presso il Monte Forte.
Il termine sardo ha il corrispettivo nell’it. bagàscia ‘sgualdrina’ e nel nap. vaiassa ‘donna volgare, serva, sgualdrina’; ma cfr. anche fr. ant. baiasse ‘serva, ragazza’. Il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana lo considera di “origine incerta”, e non dà credito alla parentela con la voce francese; a sua volta H. Hubschmid inventa come capostipite un preromano *bakassa ‘ragazza’ [ZrPh LXVI (1950) 344, VR 19 (1960) 246, citato dal DELI].Continua a leggere →
