“Anzianità/beccesa”, da Biella sbarcano a Cagliari proverbi africani in lingua materna

Durante i nuovi confinamenti in casa in un’Italia arlecchino dalle mutevoli toppe rosse, arancioni e gialle, se ne sentono di tutti i colori. Come le recenti dichiarazioni secondo cui, “i nostri anziani” sarebbero persone “non indispensabili” alla società colpita dalla pandemia. Affermazioni che parrebbero riecheggiare ottocenteschi concetti di “Darwinismo sociale” ed “eugenetica” che, nel secolo appena trascorso, hanno portato al famigerato “Aktion T4” e il conseguente sterminio di vecchi, di bambini e di adulti disabili.
A contenere il riproporsi di tanta aberrazione può venire in soccorso la saggezza popolare sedimentata a tutte le latitudini. In questo ordine ben si inseriscono i proverbi africani sull’anzianità / sa beccesa, proposti da padre Oliviero Ferro di Plello di Borgosesia (Vercelli), missionario saveriano in Africa, comandato a Cagliari dallo scorso mese di settembre, a tenere ferma la barra sul diritto inalienabile alla vita di tutti, compresa quella delle persone anziane, a prescindere dall’età, perché tutti figli dello stesso Dio.Continua a leggere →

“Tempus feu / Tempi brutti”, poesia didascalica di Su Nuraghe

Bortigali, nuraghe Orolo

Su piattaforma Google Meet la poesia di Nicola Loi verrà presentata martedì 24 novembre 2020 alle ore 21:00 in collegamento transoceanico tra Biella e La Plata (Argentina).

La descrizione in versi del tempo del presente è una costante della poesie di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro), appositamente composta per il Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, per imparare a leggere e scrivere in lingua materna contemporanea.
Lingua parlata oggi, che viene insegnata e diffusa dalla cattedra virtuale transoceanica fa incontrare i circoli sardi di Biella e di La Plata con appuntamenti mensili attraverso la piattaforma Zoom.
I versi endecasillabi, “Tempus feu / Tempi brutti” rientrano in quella che viene definita poesia didascalica, perché si propongono di temperare con l’arte l’esigenza espositiva e l’aridità degli insegnamenti, attingendo, nel caso di Loi, anche al bagaglio mitico universale.Continua a leggere →

Welfare di prossimità, nuovo mosaico di Su Nuraghe

tavola dei morti

Con il ritorno al lockdown, il confinamento in casa caratterizzato dalle limitatissime possibilità di uscire per via della riacutizzazione della pandemia, il Circolo sardo di Biella mette in campo azioni di prossimità per cercare di lenire sofferenze, fragilità e solitudini.
Con la sede sociale chiusa a causa del divieto di incontri in presenza, l’attività sociale viene via via rimodulata grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie nella disponibilità di tutti attraverso il telefono cellulare.
Beneficiari e protagonisti ad un tempo, i componenti della comunità vengono di volta a volta invitati a riproporre quanto già positivamente sperimentato durante le restrizioni della scorsa primavera attraverso un welfare di prossimità diretto a garantire maggiore sicurezza e benessere per tutti.
Obiettivo materiale, concreto, la creazione di un nuovo mosaico che verrà inserito nelle pagine di “Su Calendariu 2021”.Continua a leggere →

È morta a Biella Maria Ariu, di 78 anni di Gonnosnò (Oristano)

Maria AriuQuesta mattina è mancata Maria Ariu, di 78 anni. Nata a Gonnosnò, in provincia di Oristano, quarta di sette figli, era partita per lavorare a Biella nel 1959, interrompendo alcuni anni dopo la sua attività di operaia nelle fabbriche Sassone per una grave malattia agli occhi, che avrebbe segnato il resto della sua vita.
Nonostante la progressiva menomazione alla vista, con il suo spirito forte di donna coraggiosa e ottimista, ha sostenuto la famiglia accudendo alle faccende domestiche, mai accettando di piegarsi alla sofferenza, cercando sempre il lato positivo delle cose.
Lascia nel dolore il marito Mariano Cau e il figlio Vladimiro con Teresa e gli adorati nipoti Valentina ed Emanuele, il fratello Mario e le sorelle Delia e Angela.
La Comunità sarda di Biella, impedita in presenza, è accanto alla famiglia e a coloro che l’hanno conosciuta ed amata.
A causa delle emergenze sanitarie e della malattia che non perdona, non sarà possibile svolgere il funerale. Le sue ceneri saranno custodite dai suoi cari nella casa in cui ha abitato.

Battista Saiu

Na paròla piemontèisa al mèis, novembre / novèmber

incipit A, Sacramentarium Episcopi WarmundiOmaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi”

Per questo mese di novembre, le parole piemontesi di cui occorre prendere buona nota sono tre: “sitronere”, “lësca” e “mar”. Sono tre parole che si riferiscono a cose (“aranceti”, “alga” e “mare”) non presenti in Piemonte, prova che una lingua, anche regionale, si appropria di termini che le occorrono per esprimere realtà oggettive lontane nel tempo e nello spazio:

Doa j’onde as pasìo mi i l’hai rëscontrate trames le fior, aj sitronere aranda lësca molzin-a che ’l mar a smon viva = Dove le onde si chetano ti ho incontrata tra i fiori, accanto agli aranceti, alga tenerella che il mare offre viva (Tavo Burat, Poesìe)

La citazione qui riportata è stata tratta dal Dizionario della lingua piemontese letteraria (Lemmi desunti da poeti e prosatori del Novecento) a cura di Sergio Maria Gilardino 2020Continua a leggere →