
Laboratorio linguistico – prossimo appuntamento, martedì 30 marzo 2021, alle ore 21:00 in Italia, ore 17:00, dall’altra parte dell’oceano.
Nell’era dell’informazione di massa, i media entrano nelle nostre case non solo con parole e suoni, ma, soprattutto, con immagini sempre più protagoniste. Fotogrammi che, nel corredare le notizie, diventano elementi di metacomunicazione come nel caso delle insegne sarde che fanno capolino in diverse manifestazioni sociali, musicali, politiche, sportive. Caso unico nel villaggio globale, è il vessillo dell’antico Regno sardo oggi emblema regionale, a sventolare più di altri su tutte le piazze del globo, iconica testimonianza della capillare presenza dei Sardi in ogni parte del mondo. Nel mentre, il metamessaggio fa intuire l’attaccamento, l’amore dei Sardi alla terra di origine. Ultimi esempi in ordine di tempo, la regata che si svolge a Auckland, nel golfo di Hauraki: dopo la doppia vittoria di Luna Rossa contro i Britannici è stata salutata con lo sventolio dei Quattro Mori di Sardegna. Insegne ostese dai soldati sardi della Brigata “Sassari” in Libano durante “Leonte XXVIII” nell’ambito della missione #UNIFIL, terminata nello scorso mese di febbraio.Continua a leggere →


Si sente spesso dire che le lingue regionali hanno poche parole e che quelle poche si riferiscono a cose, paesaggi, animali e piante locali: il Piemonte, che storicamente non aveva sbocchi al mare, ma era terra di colline, di pianure e di montagne, non dovrebbe avere nella propria parlata ancestrale parole che si riferiscono al paesaggio marino. Nulla di più errato, per ragioni troppo complesse per essere chiarite in quest’ambito. Riportiamo solamente qui dei versi di Tavo Burat, studioso e storico di questa lingua e del suo lessico dal Medioevo ai giorni nostri, in cui il lessico che non dovrebbe esserci ricorre invece in tutta la sua dovizia: “doa j’onde as pasìo mi i l’hai rëscontrate trames le fior, aj sitronere aranda lësca molzin-a che ’l mar a smon viva [Tavo] = dove le onde si chetano ti ho incontrata tra i fiori, accanto agli aranceti, alga tenerella che il mare offre viva”.
