Si è conclusa col pareggio di 6-6 l’amichevole di “Su Nuraghe Calcio Biella” con “Oremo NVP”, neo formazione che al toponimo del quartiere alle porte occidentali di Biella, associa i nomi di tre cani maremmani “Narco, Vasco e Pablo”, loro fedeli amici pelosi.
Piemontesi e Sardi di Biella e di Bollengo: incontro al suono di launeddas e di ribebe gustando sapori locali
Sabato 7 e domenica 8 settembre si sono svolte a Bollengo due giornate di festa nell’ambito del progetto europeo “Il turismo delle radici – Una strategia integrata per la ripresa del settore del turismo nell’Italia post covid-19”. Gli eventi sono stati organizzati dall’Amministrazione del Comune di Bollengo presieduta dal sindaco Luigi Sergio Ricca, in collaborazione con il locale Circolo Culturale Sardo “Sa Rundine” e il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella, su progetto approvato dalla Regione Autonoma della Sardegna e finanziato da “Next Generation UE”.
“Su Nuraghe Calcio Biella”, vince 3-2 l’amichevole di lusso tra campioni contro “Locato 80”
Si è conclusa con il risultato di 3-2 in favore di “Su Nuraghe Calcio Biella”, prima partita amichevole di lusso disputata dopo la pausa estiva, disputata a Biella presso il centro sportivo di San Biagio. Vittoria sul campo contro il pur bravo “Locato 80”, capitanato da Gioele Russo, allenato da Massimo Giunta e diretto da Luigi Cassanito, vincitore del campionato provinciale della serie B. Partita ben arbitrata da Nicolò Chiola, combattuta fin dai primi minuti di gioco, riconferma la bravura degli atleti di “Su Nuraghe”, capitanati da Manuel Pizzo, allenati da Andrea Savoi, diretti da Gaspare Carmona, preparati dal massaggiatore Filippo Gugliotta, vincitori del campionato provinciale della serie A.
Settembre 2024, una parola sarda al mese: “R” come “RAMADÙRA”
Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella
RAMADÙRA, arramadura camp. ‘fiorita, infioratura’ ossia gettito di fiori (talora misti a teneri ramoscelli) fatto durante una processione religiosa. Celebre è sa ramadura fatta al passaggio dell’effigie di sant’Efisio, uno dei due santi protettori della Sardegna. L’uso è arcaico, semitico, e lo ricordano anche i Vangeli nell’episodio della Domenica delle Palme, allorché il popolo di Gerusalemme, non disponendo di fiori, ricopre il percorso di Gesù con rami di palma. Le infiorature nelle processioni durarono anche durante il Medioevo europeo.
Apuleio (Metamorfosi XI, 9) ci rammenta quanto sia arcaico l’uso, ancora in voga nel III sec. dell’Era Volgare durante la processione di Iside, la quale per gli Egizi e per i nord-Africani rappresentava la Madonna, la paredra del Dio Sommo: Mulieres candido splendentes amicimine, vario laetantes gestamine, verno florentes coronamine, quae de gremio per viam, qua sacer incedebat comitatus, solum sternebant flosculis ‘Donne splendenti nelle loro candide vesti, tutte liete dei loro vari ornamenti e il capo ornato di ghirlande primaverili, lanciavano dal grembo fiori, sì da cospargere la via per cui passava il sacro corteo…’.
Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Settembre 2024, «J’», articolo determinativo e «-J», pronome personale
Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella – “gàida, gage/gagi, gagiura”” sono le parole che accompagnano il nono mese dell’anno come si ritrovano in “Barba Tòni”, Barbo Toni Boudrìe e nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi.
j’ art.det.m.p. ▪ gli, le || vardé le nìvole, ël cel, la lun-a ch’as neuja, nòssi euj come eve ‘d lama seulìa dai bise, anté tut a ven specesse, a nijé la veuja maraman ch’j’agn a passo e ‘l piume a ven-o grise [Tavo] = guardate le nuvole, il cielo, la luna che si annoia, i nostri occhi come pozze di acqua limpida accarezzate dalle brezze, ove tutto viene a specchiarsi, ad annegare la voglia a mano a mano che gli anni passano e le piume diventano grige || [stilistica: davanti a parola che comincia con una vocale]