Radici e semantica delle parole sarde, rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella
Ai miei lettori vorrei fosse chiaro che persino nel lontanissimo passato (ossia nelle età arcaiche) la lingua sarda non fu mai isolata dalle altre lingue parlate sulle sponde del Mare Nostrum. Ho spiegato spesso che la parentela è originaria, non ha un “prima” né un “dopo”. Può dirsi che tutte le lingue mediterranee sono coeve sin dal primo apparire. Per intenderci, sono uguali fin dall’Alto Paleolitico.
È dimostrato che in Sardegna l’Homo esiste dal Paleolitico. Ciò presuppone che già 100.000 anni fa egli sapesse navigare. Sempre su basi lessicali, ciò è accertato, e la navigazione primitiva ebbe un tale successo, che persino Alessandro Magno la replicò senza modifiche per guadare l’Indo, e persino Giulio Cesare nel guadare il Reno. Bastavano un certo numero di pelli di bue ben ricucite e riempite di fieno. Le prime zattere consentirono all’Homo di superare le Colonne d’Ercole e i Dardanelli, invadere le coste mediterranee e poi passare nell’arcipelago toscano e in Corsica, quindi in Sardegna. Va da sé che la lingua sarda, essendosi trapiantata in un’isola lontanissima, serbò la propria verginità sino ad oggi. Di questo si tratta quando dico che la lingua sarda è la più antica e incorrotta del mondo mediterraneo.Continua a leggere →




Giovedì Primo Maggio, al Ponte della Maddalena di Biella è stato issato l’Albero della Libertà, il “Maj”, con in cima il Tricolore giacobino piemontese decorato da corona di fiori con cascata di nastri nei colori rosso, azzurro e della melarancia. Nel decimo anno dalla morte, il ricordo di Tavo Burat, Gustavo Buratti Zanchi, è stato affidato a Giuseppe Paschetto, unico italiano tra i 50 migliori insegnanti del mondo, scelto tra oltre diecimila candidati per il Global Teacher Prize 2019. In ricordo di tante battaglie condotte assieme, la figura dell’intellettuale biellese è stata ricordata con la lettura dell’introduzione ad una pubblicazione con la centro la figura mitica dell’Uomo selvaggio che qui riproduciamo.