
Dopo la pausa estiva, alla riapertura del Circolo Su Nuraghe, mercoledì 13 sono ripresi i consueti incontri delle “Donne del filet”, un affiatato gruppo di donne che hanno imparato a destreggiarsi tra rete, aghi e ricami e che si dedicano con passione ad ogni tipo di lavoro che permetta loro di esprimere la loro creatività attraverso il filo. Durante il primo incontro settembrino, ognuna ha portato il “compito delle vacanze”, ossia gli ultimi lavori eseguiti nel periodo estivo. Sono in fase di realizzazione diversi progetti, tra cui ben tre tovaglie d’altare per le chiese biellesi: una per la chiesetta della Madonna di Campra a Graglia, di cui è già stato fatto il pizzo frontale (foto), una per la parrocchiale di Ponderano, di cui è già stata annodata la rete e, l’altra, per la chiesa di Borriana, con la rete in esecuzione. Il lavoro, mai interrotto individualmente, è ripreso ora in compagnia, con il prezioso aiuto reciproco, lo scambio di idee e di disegni, il tutto condito da una sincera amicizia.
Da Su Nuraghe,un appello a tutte le donne appassionate di “lavori femminili”: se vogliono imparare la tecnica del filet, o vogliono solo passare ogni settimana un paio d’ore di lavoro in compagnia, vengano il mercoledì dalle 15 alle 17 presso i locali del Circolo sardo in via Galileo Galilei 11, a Biella: troveranno un ambiente simpatico e contribuiranno a mantenere vivo il prezioso patrimonio di conoscenze e di abilità, che purtroppo rischia di andare perduto.Continua a leggere →




IDÁNU. Il toponimo Su Idánu ed il coronimo Camp-idánu hanno la stessa formazione. Questo lemma trova assonanze precise nella lingua arcaica della Sardegna. Si potrebbe scomodare il babilonese idānu ‘periodo di tempo di determinata ampiezza’ ed il suo omonimo latino (anzi etrusco, secondo Varrone) Īdūs (nelle iscrizioni Edus e Eidus) ‘le Idi’ ossia la metà del mese, il giorno 15 nei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre, negli altri il giorno 13. Ma queste due parole straniere non ci soddisfano.