Balli sardi e continentali, canto in Limba mama e brindisi d’onore

natale 2016 a su nuraghe

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Sabato 17 dicembre, il tradizionale appuntamento per lo scambio degli auguri organizzato dai Sardi di Biella è stato ricco di eventi significativi. Location della serata, il salone della biblioteca del Circolo Su Nuraghe addobbato da festoni natalizi nel quale – fino al 28 febbraio 2017 – è possibile visitare la nostra fotografica “Biella, terra di migrazione tra Sardegna e Piemonte”, immagini storiche che parlano di oltre un secolo di presenza isolana ai piedi del Mucrone.
Durante la serata di Auguri – animata dalla presenza di Andrea Garzena e della dott.ssa Paola Matera, medico di medicina intensiva presso l’Ospedale di Biella, nella sua veste artistica – è stato presentato “Su Calendariu 2017” ed inaugurato il nuovo anno sociale, con l’inizio del tesseramento 2017. Tra saggi di balli continentali e sardi, l’eccezionale esibizione di canto natalizio in lingua sarda proposto dalle Voci di Su Nuraghe, coordinate da Giacomo Canu, dirette da Renzo Boin, accompagnate all’organo da Roberto Perinu. I presenti sono stati invitati ad unirsi al canto in “Limba mama” attraverso i testi bilingui riportati nei fogli di sala.Continua a leggere →

Bonas Pascas, auguri natalizi da Su Nuraghe con agrifoglio/olostru

Bona Pasca de Nadale 2016L’Ilex aquifolium, specie della famiglia delle Aquifoliaceæ, il cui nome italiano è agrifoglio, conosciuto in Sardegna come olostriu/olostru, arangiu burdu/aresti. L’immagine della pianta illustra il cartoncino di Auguri di Bonas Pascas, Bona Pasca de Nadale, a Largos Annos, del Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella.

L’agrifoglio occupa un areale molto vasto, dall’Europa centro meridionale alle regioni settentrionali. È presente nel Vicino Oriente e nell’Africa mediterranea, dalla Turchia alle località montuose del Marocco.
La pianta ha portamento maestoso e, a volte, può superare i 10 metri di altezza. Ha chioma densa di forma conico piramidale, tronco diritto e affusolato da cui si dipartono rami con foglie dal margine spinoso dentato in quelli più bassi e nei giovani polloni, fino a diventare intere nei rami più alti e in quelli apicali. È facilmente riconoscibile dai frutti: piccole drupe di colore rosso-scarlatto che custodiscono semi bruni, striati di bianco.
Lo scrittore latino Plinio afferma che «piantare un alberello di agrifoglio nella propria casa di città o di campagna, fa stornare i sortilegi», usanza ereditata nei giardini del tempo presente. Risalirebbe a Tarquinio Prisco, re etrusco di Roma, l’affermazione secondo la quale «gli alberi sotto la protezione degli Dèi infernali, invocati per allontanare i mali, sono detti di cattivo augurio», perché, «al pari di agrifoglio, pero selvatico, pungitopo, lampone e rovi sono impiegati per bruciare i prodigi e i presagi funesti».Continua a leggere →

A tavola con Su Nuraghe aspettando Natale

volontari di su nuraghe in cucina

Nei primi giorni di dicembre nelle cucine di Su Nuraghe è stato riacceso il grande forno a cupola per una serata conviviale speciale con al centro la pizza, piatto tipico mediterraneo di cui le più note e famose sono quelle partenopee.
PIZZA, PITZA, PITTA, PITA. È parola sarda e mediterranea. In Planargia si nomina pita un pane di forma allungata. In altre aree del centro-Sardegna il nome è pittza.
La pitta non deriverebbe dal nap. pizza, poiché lo stesso pizza è un termine mediterraneo coevo a quello sardo e alla pitta ebraico-araba. Il vocabolo pizza in quanto ‘focaccia’ apparve già nel 997 nel latino medievale di Gaeta (DELI).
“In Sardegna accanto a pita, pittza – afferma Salvatore Dedola – abbiamo, con la stessa origine, pidza ‘piega, crespa’, al pari di pidzu, piza ‘sfoglia’, ‘strato, pellicola’, ‘velatura’, ‘sigillo di lumaca, velo di latte serenato, di birra fermentata’, campid. pillu. E con ciò siamo giunti a collegarci con altri nomi sardi di pane, quale pillonca, pizéri, pizzuríus. E mentre pillonca nell’antichità era un pane carasatu d’orzo a sfoglia, oggi la forma fonetica di base (pigg- pidz-, pill-) è estesa ad indicare vari tipi di pane di frumento molle, talora grosso ma molto più spesso schiacciato (tipo ippianada de Ottiéri), nonchè su pane ‘e cicci (una varietà di tzicchi)”.
Al forno l’abile pizzaiolo Pasqualino Senes che con maestria ha tenuto testa alle richieste dei commensali, coadiuvato in cucina e ai tavoli dallo staff di volontari, tra cui, Mario, Domenico, Maria, Costanza, due Carlo, Anna e Caterina, ritratti nella foto, con al centro Pasqualino.

Giovanni Usai

50.000 nodi per Oropa dalle Donne del filet di Su Nuraghe

Tovaglia donata dalle Donne del Filet al santuario di Oropa

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Giovedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, molti fedeli sono saliti ad Oropa per pregare ed onorare la Vergine Santissima. La Messa delle 16.30 nella Basilica antica, davanti alla statua della Madonna Nera era quindi particolarmente affollata, ma vi era anche una presenza significativa: in prima fila un gruppo di “donne del filet” del Circolo Su Nuraghe, accompagnato dal presidente Battista Saiu e da un gruppo di soci sparso tra la gente. Durante quella S. Messa si usava per la prima volta la tovaglia di lino con il pizzo a filet realizzata dalle donne del corso di filet del Circolo.Continua a leggere →