Ciottoli della Bessa e ginepri di Sardegna per bimbi nati a Biella

Cerrione, cave Barbera, scelta delle pietre focaie

Festa degli alberi – domenica 25 ottobre, ore 12, cerimonia a Nuraghe Chervu in applicazione della legge n.113 del 29 gennaio 1992 che impone l’obbligo di piantare un albero per ogni neonato – verranno messi a dimora ginepri provenienti dall’Ente Foreste della Sardegna – scolpiti i nomi dei nuovi nati nella Comunità di Su Nuraghe su ciottoli bianchi della Bessa delle cave Barbera di Cerrione

I ciottoli sono gli assoluti protagonisti del peculiare paesaggio della Bessa. Sono disposti in grandi cumuli di origine antropica, in un’area di grande estensione, come risultato dell’attività mineraria, che nell’antichità ha interessato le alluvioni aurifere in questa regione del Biellese.
Mineralizzazioni aurifere sono spesso associate a vene di quarzo metamorfico, in Val d’Aosta e altre regioni del Piemonte.
Durante gli episodi di erosione che hanno interessato questi corpi quarziferi, i “grani” d’oro, per effetto del loro peso specifico superiore, durante il trasporto fluviale si separano dal quarzo e vanno a depositarsi nelle cosidette “trappole” (depressioni sul letto dei torrenti). In occasione di periodi di piena i ciottoli di maggiori dimensioni, cosi come l’oro, vengono trasportati più a valle, in zone di minore energia e pendenza, come le anse fluviali, dove si depositano in livelli ad elevata concentrazione di minerali pesanti (tra gli altri granati, magnetite, e l’oro appunto), dando luogo a un giacimento alluvionale.Continua a leggere →

Sole di Sardegna capace di scaldare anche attraverso lo schermo

su nuraghe film, partecipanti alla serata

Ieri sera, a Biella, nelle sale del “Punto Cagliari”, Maura Farris ha presentato “L’Isola che danza”, opera del regista cagliaritano Davide Mocci: approccio poetico alla grande Isola con musiche e immagini particolarmente suggestive. Attraverso Su Nuraghe Film, i Sardi di seconda, terza o quarta generazione, nati, cioè, fuori, lontano dalla Sardegna, presentano la loro terra di origine. Una sorta di rito di passaggio che, accompagnati dagli anziani, li introduce attivamente alla vita associativa.

I suoni, i colori, la natura… la mia Sardegna; una Sardegna che vive legata ai ritmi che la natura stessa detta.
Guardando questo film sono emerse le emozioni e le sensazioni che provo quando i miei piedi toccano il suolo sardo, quando il mio naso sente l’aroma di salsedine misto a quello della macchia mediterranea.
Nel film di Mocci, si susseguono tramonti e il sole forte: orgoglioso riesce a scaldarmi e ricaricarmi anche attraverso lo schermo.Continua a leggere →

Da Biella, mostra a Cagliari. Esordio della sezione garibaldina

Inaugurazione Sezione garibaldina di Cagliari

Cagliari, seminario di studi alla scoperta della mostra Gli immigrati italiani e la Grande Guerra, la legione garibaldina.

Nella splendida cornice della Mediateca del Mediterraneo di Cagliari, si è svolto mercoledì 7 ottobre il seminario dedicato alla scoperta e all’inaugurazione della mostra storico documentaria intitolata: Gli immigrati italiani e la Grande Guerra, la legione garibaldina; la rassegna è visitabile presso i locali della Mediateca fino al 24 ottobre.
Il seminario organizzato dalla neonata sezione di Cagliari dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini, dal Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella, dall’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni dell’Università di Cagliari ha visto la presenza di numerose personalità ad iniziare dalla prof.ssa Cecilia Novelli, direttrice del Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni, ad Ettore Angioni, rappresentante del Comitato sardo per il centenario della Grande Guerra; dal generale Angelo Mura, presidente della sezione di Cagliari dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, alla prof.ssa Federica Falchi, presidente della sezione di Cagliari ANVRG.Continua a leggere →

Sardegna, la natura danza anche nel cuore dell’Isola

Sabato 10 ottobre, alle ore 21, nelle accoglienti sale del Punto Cagliari in via Galileo Galilei 11, appuntamento con Su Nuraghe Film, lezioni di cinema “per conoscere la Sardegna attraverso il film d’autore”. Maura Farris presenta L’Isola che danza, per la regia di Davide Mocci – Ingresso libero.

LocandinaIn Sardegna la natura si esprime con toni accesi e ritmati, come in una danza.
Le acque tumultuose dei torrenti, pacifiche dei laghi e immote delle lagune, si agitano quando raggiungono il mare e si mescolano con il Mediterraneo.
Qui è più facile accompagnare con lo sguardo il sole che si tuffa veloce fino a scomparire all’orizzonte.
Ma la natura danza anche nel cuore dell’isola, negli angoli più segreti del Gennargentu, dove cavalli, mufloni, cinghiali e tanti altri animali selvatici si muovono al ritmo delle stagioni, insieme alle infinite e talvolta rare fioriture dai mille colori.
Le invitanti lagune, tra le più importanti in Europa per la biodiversità che possiedono, attraggono migliaia di fenicotteri rosa che qui si riproducono insieme ad intere colonie di aironi che arrivano dall’Africa.
Queste immagini ci condurranno alla scoperta della natura sarda, la vera protagonista nellisola che danza.

Maura Farris: trasmettere ai miei figli l’amore per la Sardegna

Maura FarrisMaura Farris è nata a Biella nel 1979 da genitori sardi: Giusto di Ussana, un piccolo centro di circa 4000 abitanti a qualche chilometro da Cagliari e Rosalba Melis di Villasor, in pieno Campidano; emigrati in Piemonte nel 1975, appoggiandosi a una zia paterna che abitava a Brusnengo.
Sposata con Emanuele, vive a Piedicavallo con i suoi due bimbi: Sebastiano ed Edoardo.
Laureata in scienze dell’Educazione, lavora come educatrice professionale responsabile del “Campanellino”, il micronido immerso nel verde dei Giardini Zumaglini. Inoltre, con altri due amici educatori ha fatto nascere una A.P.S. Associazione di Promozione Sociale, denominata “L’AgriCultura”, tramite la quale gestisce alcuni progetti educativi sperimentali, tra cui il “Bosco dei Piccoli”, un asilo nel bosco, sperimentazione pedagogica ad alto contatto con la natura, che si ispira a modelli educativi adottati nel Nord Europa .
I miei rapporti con la Sardegna sono assidui – afferma Maura, illuminandosi in volto – due, tre volte l’anno. Vado a trovare una nonna di 92 anni e i molti zii, e i tanti cugini e cuginetti con i quali siamo molto legati. Il mio legame con la Sardegna – continua – è molto forte; sento l’esigenza mentale e sentimentale, quasi fisica di rientrare nella terra alla quale sento di appartenere; tornare in Sardegna aiuta a ricaricarmi di energia per poter superare i lunghi e freddi inverni biellesi“. E conclude esponendo il sogno che giorno per giorno costruisce, cercando di realizzarlo: “Vorrei riuscire a trasmettere l’amore e la passione per questa terra ricca di colori, profumi ma soprattutto di ritmi ancora naturali anche ai miei figli, i quali sentono già, pur essendo piccoli, un forte attaccamento per questa terra bellissima“.

Salvatorica Oppes

Graglia: unione nelle diversità, un valore non una discriminante

Graglia, partecipanti alla Festa del Rosario

Altre immagini della Festa

Domenica 4 ottobre la Confraternita della SS Trinità e di S. Croce in Graglia ha organizzato la tradizionale Festa della Madonna del Rosario, con la partecipazione di una decina di Gruppi e Confraternite provenienti dal Biellese, dal Piemonte e dalla vicina Lombardia, tra cui una rappresentanza del Circolo Su Nuraghe, con lo Stendardo di S. Eusebio da Cagliari e della Madonna di Oropa. Durante la Messa, celebrata nella Chiesa della Confraternita di piazza Astrua dal Parroco don Paolo e dal Parroco emerito don Bruno, il celebrante ha posto l’accento sulla necessità dell’accoglienza. Da secoli le confraternite fungono da collegamento tra la gerarchia ecclesiastica e il popolo, incarnando nella vita di tutti i giorni la Carità, l’aiuto ai deboli, animando la religiosità popolare, per creare nelle comunità locali un clima di unione e di fratellanza, oggi più che mai necessario. Dopo la S. Messa, la statua settecentesca della Vergine del S. Rosario è stata portata in processione per le vie del paese, accompagnata da un variopinto corteo, preceduto dai bambini con gli stendardi dei Misteri del Rosario e formato dalle Confraternite con i loro abiti, le Croci e le insegne, cui si era unito un buon numero di fedeli. Tanti colori e tante realtà diverse, ma con un unico cuore devoto alla S. Vergine: simbolo di una realtà sociale dove l’unione nelle diversità è un valore e non una discriminante. Dopo la benedizione e le foto ricordo, la polenta “grigia”, condita con erbe alpine, condivisa in allegria…

Agostina Becchia

Nell’immagine in alto: Graglia, partecipanti alla Festa del Rosario