
La ricorrenza dei Santi, dei Defunti e l’Anniversario della Vittoria sono occasione per rendere omaggio a tutti i trapassati attraverso la deposizione di fiori nei luoghi della memoria. Fin dall’inaugurazione, i Sardi di Biella, “disterrados”, sradicati, senza terra, portano fiori a Nuraghe Chervu, luogo sacro che accomuna nel ricordo i figli di Sardegna e i giovani biellesi Caduti nella Grande guerra. Oltre tremila Biellesi non fecero più ritorno dai campi di battaglia. 523 i Caduti nella sola città di Biella.
Tre anni e mezzo di combattimento in trincea: una stage, una generazione intera decimata. In lutto Penisola e Isole della nuova Italia, rinata dopo secoli nella nuova forma statuale unitaria. Grande il contributo di tutti, enorme quello della Sardegna alla causa del nuovo regno al quale aveva dato nome e fondamento giuridico: il 17 marzo 1861, infatti, il Regno di Sardegna cambiava nome e diventa Regno d’Italia.
Nel 1915, per la prima volta, contadini e pastori sardi vengono massicciamente chiamati alle armi: il 10% della popolazione, tutta la gioventù isolana è mandata al fronte a combattere. 13.602 Caduti, 2.088 dispersi e più di 9.000 feriti. Oltre l’11% degli arruolati non farà più ritorno a cosa. Molti rimangono sepolti lontano dai luoghi in cui sono nati. Tre di loro riposano anche a Biella nell’ossario di via dei Tigli, deceduti nell’Ospedale Militare di Riserva, ubicato nel seminario vescovile.
Vengono decorate sul campo di battaglia con l’oro della gloria le bandiere del 151° e 152° Reggimento Fanteria Brigata Sassari. Tra i “Sassarini” Caduti, 13 sono Biellesi.
“Pro defender sa patria italiana, distrutta s’est sa Sardigna intrea“, dirà a guerra finita Camillo Bellieni, soldato della “Sassari”, osservando le campagne abbandonate e i reduci alla disperazione. Poi, qualche decennio dopo, l’emorragia dell’emigrazione. Molti arriveranno a Biella.
Tra i Sardo-biellesi del presente, la Famiglia Carta rinnova l’offerta della decorazione floreale in ricordo di Antonio, socio cofondatore del Circolo Su Nuraghe, scegliendo i colori bianco e rosso, gli stessi delle mostrine della “Sassari”.
Simmaco Cabiddu

Oggi è mancato a Bosa (Oristano), Costantino Falchi, 91 anni, di Pozzomaggiore. Lascia nel dolore la moglie Maria Sotgiu, i cognati Alfonso e Antonietta, i numerosi nipoti. I funerali avverranno venerdì 31 ottobre alle ore 11, a Bosa, nella chiesa del Carmine. Il caro Costantino riposerà nel locale cimitero.

Sabato 1° novembre, alle ore 21, nelle sale di Su Nuraghe, in via Galileo Galiei, 11, a Biella, appuntamento con la tradizione. Verranno presentati “sos papassinos de ammodde”, dolce calendariale associato alla ricorrenza dei morti. Si tratta di un pane edulcorato con uvetta realizzato per la notte magica, quando le porte dell’aldiquà e dell’aldilà si spalancano mettendo in comunicazione il mondo dei morti con quello dei vivi: eredità antiche di culture arcaiche.