Vestigia di antichi saperi connessi al rapporto uomo-natura

Sabato 25 e domenica 26 settembre, Week end del gusto a Borgo di Vallesone di Domodossola – Serata inaugurale con conferenza del prof. Battista Saiu su: La capra nell’iconografia popolare – proiezione di immagini di maschere animali dell’Europa selvaggia con al centro il Piemonte e la Sardegna – Domenica 26, Festa dei frutti di una volta – mercatino di prodotti alimentari tipici – intrattenimenti musicale e teatrale – ensemble musico-vocale

orso di Samugheo
Samugheo (Oristano), maschera de s'Urtzu, l'Orso: copricapo costituito dalla testa di caprone.

Il mondo contemporaneo della razionalità e della tecnologia conserva ancora le vestigia di antichi saperi connessi al rapporto umano con la natura e, in modo particolare, con la sfera degli animali ((Cfr. ex plurimis: P.Grimaldi – L.Nattino, Dei selvatici. Orsi, lupi e uomini nei Carnevali del Piemonte, Regione Piemonte – Museo di Scienze Naturali di Torino, 2007.)).
La figura caprina ((Cfr. B. Saiu Pinna, Animali e miti, ricordi nella mente, un’Isola nel cuore, Biella 2006.)), a riguardo, è baricentro di numerosi significati e suggestioni nel panorama degli studi antropologici e la relativa simbologia trova alcune caratterizzazioni in base alla differenza dei sessi. La forma femminile di tale animale, ad esempio, riconduce all’idea dell’agilità e della libertà e, nell’estremo Oriente, la relativa entità simbolica è strettamente connessa ai fulmini: in generale, per lo più sul bacino del Mediterraneo, è possibile individuare in tale relazione una sorta di eco del legame divino tra Cielo e fertilità della Terra, in stretto rapporto alle attività agricolo-pastorali ((Cfr. la voce “capra” in J.Chevalier – A.Gheerbrant, Dizionario dei Simboli.)).
Il capro maschio, invece, ha frequentemente assunto una valenza molteplice e dai tratti spesso ambivalenti. Celebre è il mito di Dioniso trasformato in capro per fuggire in Egitto dall’assalto al Monte Olimpo da parte di Tifone, nonché la figura di Pan e l’immagine dello stesso animale quale cavalcatura della dea Afrodite, modelli narrativi ritenuti emblemi di assimilazione e di propiziazione delle forze riproduttrici della natura ((Cfr. la voce “capro” in J.Chevalier – A.Gheerbrant, cit.)). Nell’antica Roma il poeta Ovidio, attraverso i suoi versi ((Cfr. Fasti II, 267-268.)), attesta la presenza dei riti dei Lupercalia il 15 di Febbraio, caratterizzati dalla presenza di un dio Fauno nelle sembianze di un capro ((Cfr. K.Kerényi, Lupo e capra nella festa dei Lupercalia, in Id., Miti e Misteri, Bollati Boringhieri, Torino 2010, pp. 270-278.)); altre fonti antiche testimoniano la presenza di simili figure anche in altri costumi presenti nella cultura italico-latina ((Cfr. A.Cattabiani, Calendario, Mondadori, Milano 2003, p.144.)), usanze che, secondo diverse analisi, parrebbero conservare alcuni elementi caratteristici nella realtà attuale delle maschere del Carnevale, ed in particolare, con maggior evidenza visiva, in molte di quelle reperibili nella zona “barbaricina” della Sardegna ((Per una panoramica fotografica: G.Concu – F.S.Ruiu, Maschere e Carnevale in Sardegna, Imago, Nuoro 2006.)).Continua a leggere →

Il tempo del presente ben si coniuga con tradizioni antiche

Maglione, 18-19-20 settembre, festa patronale di San Maurizio – incontro dell’identità – mostra fotografica: “L’albero e il sacro. Culti vegetali in Piemonte” – dibattito: Fioriture sacre in Piemonte

festa maglione
Maglione, sindaci e rappresentati delle comunità ospiti alla festa di San Maurizio 2010.

A Maglione (Torino), sabato 18 settembre. I festeggiamenti del Patrono San Maurizio sono iniziati con il tradizionale lancio delle “fusette” (mortaretti) con scampanata. Tre giorni ricchi di appuntamenti, di colori e di emozioni, caratterizzati dal raduno domenicale di simulacri arborei portati in processione, provenienti da diverse località del Piemonte; oltre alle Matarille ed Alabarde di Maglione, Axente di Bollengo, Ginostri di Mergozzo, Spadonari di Venaus, Cavagnette di Viganella e dall’Abbadia di Barbania, accompagnati dalla banda musicale. Ogni comunità era accompagnata da Sindaco e Amministratori, alcuni con Gonfalone per sottolineare la solennità.
Il Vescovo di Ivrea, mons. Arrigo Miglio ha accolto l’invito del Parroco don Angelo Rapuano a presiedere l’officiatura della Messa del lunedì, benedire il “pane della carità”, la “cuefa e il cappello”, prima del rinfresco offerto davanti al Municipio, seguito subito dopo da “l’incanto della fava”, direttamente battuto dal sindaco dal balcone della Casa comunale, attorniato da un nugolo di bambini che estraevano fagioli bianchi e neri da associare al nome dei capifamiglia per aggiudicare i tradizionali premi in palio: il cappello da uomo e la cuefa, il tradizionale velo da sposa.Continua a leggere →

Radici identitarie: un continuum, non un prima e un dopo

La pietà popolare è un tesoro inestimabile – Come si impoverirebbe la storia spirituale della cristianità se non avessimo ancora il Rosario, la Via Crucis, la giusta venerazione delle reliquie, le processioni, i pellegrinaggi ai santuari, le medaglie ed altro – I fedeli, a volte, ritrovano più in essi l’intimità della fede e la sua genuinità che non in riti perfetti dove l’esteriorità vela la grandezza della celebrazione.

pane di carità
Maglione, distribuzione del pane di carità. Il Vescovo di Ivrea, mons. Arrigo Miglio con presbiteri e parroco.

Aver scelto di mettere su carta quanto ho da dirvi è dipeso unicamente dal voler stare rigidamente nei tempi a disposizione e per poter dare più spazio a chi, per esperienza e dottrina, sa snocciolare meglio di me il tema di questo nostro incontro.
Ringrazio dell’invito che mi onora sia per l’argomento che per i relatori che sono qui insieme a me.
Tutto quanto si dirà sarà stimolante ed interessante e mi auguro vivamente che possa produrre quei frutti che rimangono per sempre.
Come è naturale: ci si attende da me un intervento prettamente pastorale per tanti motivi ma, soprattutto , perché questo incontro è inserito nel pieno della festa patronale che ha avuto già stamattina il momento centrale e significativo e si protrarrà fino a tutto domani.
È il primo anno che vivo i vari momenti della ricorrenza. Sono stato invitato quando il programma era stato appena abbozzato, ci siamo visti e sentiti per via informale, ho partecipato all’incontro definitivo.
Mentre scrivo sono ancora in attesa di ciò che sarà fra tre giorni e di come vivrò io questo evento. E’ la festa patronale ed il desiderio di un parroco è sempre quello di vedere tutta la comunità unita nel celebrare la festa di San Maurizio che sa di passato, presente e futuro.Continua a leggere →

Simulacri vegetali tra specchi, santi e animali sacrificali

processione matarille
Maglione (Torino), processione delle matarille aperta dagli spadonari di Venaus

Le figurazioni simboliche presenti nell’iconografia plastica paleo-cristiana sono state un magnifico mezzo di catechesi per generazione di fedeli (Danielou, 1961). La Chiesa ha accolto le immagini simboliche in quanto «il simbolismo ha una funzione reale ed importante nella liturgia, e bisogna tenerne conto per spiegare non poche cerimonie o gesti rituali tuttora in vita, e per darsi ragione di certi testi liturgici e di taluni accostamenti apparentemente strani, ma che trovano una chiara quanto inaspettata spiegazione alla luce del raffinato simbolismo inteso e descritto dagli scrittori ed artisti medioevali» (Righetti, 1969, I, p. 73).
Sui simulacri arborei portati in processione nel Canavese – a Bollengo (Torino), a Borgofranco d’Ivrea (Torino), a Maglione (Torino) – per le feste dei santi patroni vengono affisse alcune immagini sacre, raffiguranti la Madonna Addolorata e il Sacro Cuore di Gesù, associate, a seconda dei paesi, alle figure di santi particolarmente venerati: a Borgofranco, Santa Lucia e Santa Rita, a Bollengo, numerose immagini che di anno in anno aumentano di numero. Le “matarille” di Maglione – simulacri arborei portati in testa durante la processione del santo patrono – si presentano particolarmente interessanti per la costante presenza della figurazione simbolica dell’agnello associato a San Giovanni Battista, vestito di pelle ovina, con l’agnus Dei in braccio, l’Agnello mistico (Testa, 1962, pp. 1-40), simbolo biblico per eccellenza di Cristo-Redentore.Continua a leggere →

Su Nuraghe Film, “Viaggio a Lisbona”, sentirsi un po’ protagonisti

Sabato 25 settembre, ore 21, nelle sale di via Galileo Galilei, 11, a Biella, riprende la rassegna Su Nuraghe film. In cartellone Viaggio a Lisbona, documentario realizzato da Guido Re. Ingresso libero.

Guido re
Guido Re, regista di Viaggio a Lisbona

Come sempre, quando si va in gita sociale col Circolo Culturale “Su Nuraghe” di Biella, si producono fotografie e filmati e poi è bello rivedere insieme.
Anch’io ho realizzato un video-documentario che riunisse i principali ricordi di viaggio per fissarli nella memoria.
Certamente i mezzi da me usati sono ben lontani da quelli professionali e bisogna pensare che, durante una gita in comitiva, non è mai possibile scegliere i momenti adatti alla video-ripresa, le condizioni di luce, specie negli interni, un’assidua vicinanza alla guida narratrice, una calma di vento per evitare che l’audio venga guastato da ambiente fonico avverso come quello trovato presso la Torre di Belém.
Ho dovuto agire sul montaggio per rammendare alcune riprese poco riuscite.
Per tutti questi motivi il mio video presenta notevoli mancanze dal punto di vista tecnico e di ciò chiedo venia a chi lo vorrà sopportare.
Il montaggio stringato mi ha comunque permesso di contenere le circa due ore e mezzo di ripresa entro una durata di appena un’ora e otto minuti.
Credo che il lavoro racconti quindi la maggior parte delle esperienze da noi vissute. Le ho corredate con abbondanti notizie per raccontare le vicende storiche e artistiche di cui il Portogallo e in primis la sua capitale, Lisbona, è ricchissimo.Continua a leggere →