
Venerdì 16 Aprile scorso è stato presentato a Biella, presso il locale Museo del Territorio, il volume a cura di Patrizia Cancian, Statuta Comunis Bugelle – Statuti del Comune di Biella, edito dal Centro Studi Piemontesi di Torino al termine del 2009, pregevole opera stampata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, nella quale è pubblicata, per la prima volta con testo italiano a fronte, la raccolta di norme medioevali dell’antica città piemontese. Un’occasione di cultura che offre l’opportunità per approfondire lo studio della locale storia plurisecolare di uomini, società e luoghi abitati all’ombra delle Alpi in un’ottica di vivace comparazione tra passato, presente e futuro ((Cfr. la Presentazione al libro di L.Squillario, p. VI, nonché la seguente Introduzione di G.S.Pene Vidari, p. XIII.)).
Come prima si è fatto cenno, gli statuti non sono altro che raccolte di regolamenti o insiemi di leggi, stabilite per lo più da un’autorità competente in qualsiasi ambito istituzionale, sia statuale, sia governativo, sia in contesti relativi alle cosiddette arti di mestieri o confraternite a carattere para-religioso. Usualmente il termine tecnico statuta individua quei testi legislativi assai articolati e talora disorganici, capaci di disciplinare, a livello locale e contestualmente, aspetti organizzativi, privatistici e inerenti l’amministrazione della giustizia unitamente alla previsione delle connesse conseguenze pecuniarie e penali. Durante il Basso Medioevo essi hanno costituito sul luogo di emanazione una sostanziale integrazione e specificazione allo ius commune di matrice romano-giustinianea, in stretta relazione alla necessità di fornire e di garantire risposte adeguate alle esigenze locali dell’epoca ((Cfr., G.S.Pene Vidari, cit., pp. XVIII-XXII.)).Continua a leggere →




