Dal massiccio dei Sette Fratelli al monte Mucrone – un continuum storico ultramillenario che ci riporta ai legami tra le due terre separate-unite dal mare – i gosos, canti di lode rivolti alla Madonna, in successione ininterrotta con il precursore Eusebio, legano, nelle immagini delle parole oranti e nelle melodie della tradizione sarda, l’Isola con le Alpi
Biella e Cagliari sono due città profondamente diverse, separate dalla distanza, dal mare, dalla dissomiglianza della natura e dalla difformità di clima, ma unite tra di loro dalla storia degli uomini. Più specificamente il legame trova una sua radice importante in quel ambito esistenziale che viene a toccare i bisogni e gli aspetti più profondi dell’individuo, ossia il mondo della religione e della fede: in essa i Santi costituiscono quella “nube di testimoni” ((Lettera agli Ebrei XII, 1)) che estendendosi sulla penisola, come sull’Europa, ne ha protetto e fecondato i diversi territori a livello religioso, culturale, artistico e sociale ((Cfr., G.Ravasi, Testimoni: quando la fede cambia la storia, in Luoghi dell’Infinito, n. 133, anno XIII, Ottobre 2009, p. 4)).
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Ancora oggi, nella IV domenica di Quaresima (Lætaere) e nella III di Avvento (Gaudete), il colore liturgico penitenziale lascia il posto al rosaceo, affidando al segno del cromatismo la significazione della momentanea interruzione dei digiuni, mentre la gioia, che conclude le Tempora traspare anche dalle letture della feria IV e VI di settembre: Esultate Deo auditori nostro! Jubilate Deo Jacob! Summite psalmum jucundum cun cithara. Comedite pinguia et bibite mulsum! Secondo il Liber Sacramentorum, citato in nota da mons. Righetti, questo rito ha conservato abbastanza intatto il suo originario carattere festoso, e ricorda tanto bene le brindate campagnole dell’antica Roma al termine della vendemmia.
Sabato 27 marzo, alle ore 8.45, accompagnati dal nostro Cappellano Don Ferdinando Gallu, consegneremo le palme filadas, intrecciate alla sarda al Vescovo di Biella, ai Frati di San Sebastiano e al Rettore del Santuario di Oropa; partenza dal Circolo alle ore 8.20.
Le palme, come i rami d’ulivo, costituiscono l’immagine ricorrente della Domenica che precede sa Pasca de Abrile. Tale consuetudine trae origine nello stratificarsi di varie esperienze susseguitesi nel tempo.
Lungo tutto il periodo compreso tra l’inizio della Quaresima e la Domenica di Pasqua si confezionavano numerosi pani cerimoniali, spesso con forme rievocanti momenti significativi della vita di Gesù (per esempio la resurrezione di Lazzaro), oggetti legati alla Crocefissione (la croce, la scala, la corona di spine), simboli cristiani (per esempio il pesce, la colomba).