Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico, di storia e di cultura sarda a Biella
IBRAGUGLIÁDDU sass. agg. ‘discinto, vestito disordinatamente’. Questa voce equivale a sbracagliato, sbracato. Quindi occorre collegarsi a ragas centr. ‘gonnellino di orbace nero’ appartenente al costume maschile dell’intera Sardegna. Da tutti gli studiosi è chiamato gonnellino. Wagner propone l’origine dall’it. braca, braga, che è dal lat. brăca, di origine gallica secondo Diodoro siculo ed Esichio, designante i ‘pantaloni’, un indumento che fu delle popolazioni celtiche ma ignoto ai Romani, i quali lo adottarono soltanto sul finire dell’Impero. Nessuno ha notato la contraddizione tutta sarda di chiamare gonnellino quelli che, stante l’etimologia corrente, dovrebbero essere pantaloni. In realtà le ragas note non sono né gonnellino né pantaloni poiché, pur avendo sagoma di gonnellino, hanno le falde saldate da una vistosa traversa inguinale.


Come da tradizione, domenica 24 marzo, alle ore 12:30, presso il Centro diurno Anffas di Gaglianico, si svolgerà il “tipico pranzo sardo”, organizzato in collaborazione con il Circolo culturale “Su Nuraghe” di Biella. L’appuntamento è arrivato alla 31esima edizione, – racconta Ivo Manavella, presidente della Cooperativa sociale integrazione biellese, braccio operativo di Anffas – e la partecipazione è aperta a tutti, previa prenotazione attraverso il seguente recapito telefonico: 015.2493064.
Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella – “Calé” è la parola che accompagna il terzo mese dell’anno come la si ritrova nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi, di Gianrenzo Clivio, di Flavio Pieranni e di “Michel dij Bonavé”, Michele Bonavero.