
Dalle pietre di Nuraghe Chervu ai profumi della cucina sarda, un viaggio tra memoria, emozioni e appartenenza che attraversa il Mediterraneo e le Alpi.
Due terre lontane per geografia, ma sorprendentemente vicine per sensibilità, storia e tradizioni. Biella e la Sardegna tornano a incontrarsi nel segno della cultura e della condivisione con il Festival delle Identità – Paesaggi sonori tra Piemonte e Sardegna, manifestazione che per il secondo anno si afferma come uno dei più significativi esempi di dialogo interculturale tra l’Isola e il territorio biellese.
L’edizione 2026 si presenta con importanti novità e un programma ancora più ricco, capace di trasformare la diversità in una risorsa comune e di valorizzare le radici che uniscono comunità apparentemente distanti. Un percorso fatto di musica, tradizioni, memoria, enogastronomia e partecipazione, dove ogni appuntamento diventa occasione di incontro e di crescita collettiva.
Dal 18 al 21 giugno, il centro di Biella ospiterà la prima parte del Festival, mentre il secondo appuntamento è in programma domenica 2 agosto a Pettinengo, nella suggestiva cornice del cortile del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli, il celebre “balcone del Biellese”. Un luogo simbolico che racconta storie di partenze e approdi, identità e integrazione, perfettamente in sintonia con lo spirito della manifestazione.
Promossa con il patrocinio della Città di Biella e sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Comune di Pettinengo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, l’iniziativa vede la collaborazione dei Frati Francescani Minori del convento di Biella, dell’associazione Pacefuturo ODV, di Mafalda – Voci di Donna, dell’Associazione Culturale Sarda “Amedeo Nazzari”, del gruppo Iknos di Bareggio, di ANFFAS Gaglianico e di numerose altre realtà associative impegnate nella promozione della cultura e dell’inclusione sociale.
Nato per costruire ponti tra persone, territori e generazioni, il Festival utilizza la musica come linguaggio universale capace di superare differenze e confini, riscoprendo valori condivisi e rafforzando il senso di appartenenza a una comunità più ampia.
La novità più significativa dell’edizione 2026 sarà l’estensione della manifestazione a quattro giornate consecutive, dal 18 al 21 giugno, nel cuore della città. Piazza Vittorio Veneto diventerà così il centro pulsante dell’evento, accogliendo spettacoli, incontri e una grande area dedicata alle eccellenze enogastronomiche sarde. Grazie alla collaborazione con Gioxa Eventi, cittadini e visitatori potranno compiere un autentico viaggio nei sapori dell’Isola.
Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile pranzare e cenare in piazza degustando alcune delle specialità più rappresentative della tradizione gastronomica sarda: porceddu, culurgiones, malloreddus, fregula, piatti di mare, dolci tipici, formaggi, vini e distillati. Tra i protagonisti figurano Silvio Carta di Zeddiani con vini, liquori e distillati d’eccellenza, il Panificio Sanna di Ozieri con la tradizionale spianata sarda e Tallaroga Formaggi di Villamassargia, espressione autentica dell’antica arte casearia isolana.
Sarà una grande festa popolare, dove costumi tradizionali, danze, musica e sapori racconteranno il volto più autentico della Sardegna nel cuore di Biella, rinnovando un legame costruito in decenni di amicizia e collaborazione tra le due comunità.
In preparazione all’evento, particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione dell’area monumentale di Nuraghe Chervu, luogo simbolo della memoria condivisa tra Sardegna e Biellese. Qui, domenica 21 giugno, si svolgerà una suggestiva infiorata: migliaia di petali di rosa provenienti dai vivai Serra di Candelo saranno deposti sulle pietre commemorative dai bambini della comunità sarda. Un gesto semplice ma carico di significato, che affida alle nuove generazioni il compito di custodire e tramandare il ricordo dei Caduti della Prima guerra mondiale.
La sistemazione dell’area monumentale è stata coordinata da Daniele Bora e Seydou Dabre grazie al prezioso contributo di giovani richiedenti asilo provenienti da Mali, Guinea, Nigeria e Bangladesh, accolti dall’associazione Pacefuturo. Un intervento che assume un forte valore civile e simbolico: persone arrivate da Paesi lontani contribuiscono oggi alla cura di un luogo dedicato alla memoria collettiva, trasformando l’integrazione in partecipazione concreta alla vita della comunità.
Il successo del Festival è il risultato di una rete di collaborazioni ampia e consolidata che coinvolge istituzioni, associazioni culturali, volontariato e realtà impegnate nella tutela della memoria storica. Tra queste figurano il Nucleo biellese della Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, S.E.U. – Sardi Emigrati Uniti, la Parrocchia di Pettinengo e l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon.
Particolare rilievo assume anche l’attenzione rivolta all’inclusione. Domenica 21 giugno alle ore 16.00, nell’ambito della giornata conclusiva della manifestazione biellese, salirà sul palco il gruppo di giovani piemontesi con abilità diverse associato al Cagliari Club “Gigi Riva” di Rivoli, offrendo una testimonianza concreta di come cultura, sport e partecipazione possano diventare strumenti di crescita, integrazione e cittadinanza attiva.
Più che una semplice rassegna culturale, il Festival delle Identità si conferma un laboratorio permanente di incontro tra popoli, memorie e generazioni. Dal 18 al 21 giugno a Biella e il 2 agosto a Pettinengo, musica, tradizioni, sapori e memoria daranno vita a un percorso capace di unire territori diversi nel segno dell’amicizia, della solidarietà e del dialogo tra culture.
Simmaco Cabiddu
Operatori e giovani richiedenti asilo accolti da Pacefuturo impegnati nei lavori di sistemazione e valorizzazione dell’area monumentale di Nuraghe Chervu, in preparazione del Festival delle Identità 2026.
