
Domenica 26 marzo 2023, alle ore 13.00: gesto d’amore di “Su Nuraghe” verso l’ANFFAS del Centro diurno di Gaglianico.
Giunto alla XXX edizione, il pranzo sardo con maialini allo spiedo è l’evento benefico il cui obiettivo filantropico vuole andare al di là della semplice generosità culinaria; “vuole essere una palestra del cuore varcando le soglie della sofferenza per trascorrere assieme ai nostri fratelli disabili una giornata di festa, la loro festa, in loro compagnia e con gli amici che vorranno unirsi a noi”, afferma il presidente di “Su Nuraghe” Battista Saiu.
Per la Festa dell’ANFFAS, il menù è quello delle grandi occasioni, con i gustosissimi maialini allo spiedo, cucinati a fuoco indiretto: uno spettacolo da assaporare, che vale la pena di vedere e gustare.
Di buon’ora, nel cortile del Centro ANFFAS di Gaglianico, verranno accesi i fuochi, mentre, nelle adiacenti cucine, un’altra squadra di volontari preparerà le verdure e il ragù per gli immancabili mallureddos, gli gnocchetti sardi, che saranno serviti a tavola dai giovani amici di “Su Nuraghe”.
“La partecipazione è libera a tutti”, precisano i responsabili di Gaglianico. “Un altro segnale di ritorno alla normalità – spiega soddisfatto Ivo Manavella, presidente della Cooperativa Sociale Integrazione Biellese, braccio operativo di Anffas -. “In passato, al “pranzo dei maialini” abbiamo avuto anche più di 350 ospiti. La tradizione iniziò più di trent’anni fa con il presidente di Anffas,Salvatore Contini di Silanus (Nuoro)”.
“Non è tanto importante raggiungere o superare i numeri del passato – afferma Maria Teresa Rizza, presidente di Anffas Biellese -, ma tornare insieme agli amici del Circolo “Su Nuraghe” e a tutte le persone vicine alla nostra attività, per un momento conviviale”.
Info e prenotazioni, prenotazioni, Anna, 347 125 7464 – 015-2493064 – 015-34638
Simmaco Cabiddu
Nell’immagine, spiedata di maialini per il pranzo ANFFAS (Archivio)



Celebrata a Biella sabato 4 marzo, in anticipo sulla data canonica, l’edizione 2023, che si ispira alle attività dei movimenti dei lavoratori agli inizi del XX secolo, la “Giornata Internazionale della Donna” è stata caratterizzata dall’offerta delle tradizionali mimose, arricchite da piccoli gioielli di aguglieria realizzati dalle “Donne del Filet” di “Su Nuraghe”: spille da appuntare al bavero, distribuite anche ai maschi presenti.
La festa di San Giuseppe ricorre il 19 marzo ed è tradizione darsi appuntamento di preghiera nei nove giorni che la precedono, presso chiese e cappelle dedicate allo sposo di Maria e padre putativo di Gesù. La “novena” generalmente si ispira alla circostanza nella quale la Madonna e gli Apostoli pregarono insieme per nove giorni consecutivi, nel tempo compreso tra l’Ascensione al cielo di Gesù (Pasqua) e la discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste (50° giorno dalla Pasqua), evento che simboleggia la nascita della Chiesa. A Biella, la novena di San Giuseppe si celebra annualmente presso la chiesetta di San Giuseppe, ubicata su un singolare sperone di roccia della costa che a ponente sovrasta il torrente Cervo: un grazioso complesso religioso ottocentesco il cui sacello interno risale al 1644. Tale luogo di preghiera rientra nella giurisdizione della Parrocchia di San Cassiano e da anni è curata con amorevole devozione da Gabriele Prola, priore della Confraternita della Pia Unione del Transito di San Giuseppe. All’interno della chiesetta, nel sacello, si trova una rappresentazione scenografica settecentesca in stile barocco – con richiamo ai lavori presenti nelle cappelle dei Sacri Monti di Oropa e di Varallo – dell’agonia di San Giuseppe sul letto di morte, assistito da Gesù e Maria, alla presenza di due angeli e, in alto, dal volto di Dio tra una moltitudine di angioletti.