
Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo – via Fiume, 12, visitabile domenica 11 ottobre dalle ore 14:30 alle ore 18:30 – Info e prenotazione: Idillio, 3343452685 – Ingresso libero.
Il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di popoli di Pettinengo, aderente alla Rete Museale Biellese, oltre a essere uno spazio espositivo all’interno del quale sono esposte e raccontate le numerose traiettorie migratorie che hanno interessato il nostro territorio, è anche testimone del solido legame tra il Biellese e la Sardegna.
Tra i diversi allestimenti, quello a cura di Maria Martinero – dedicato alla storia della propria famiglia vissuta tra la Bürsch e la Sardegna – è forse il più carico dal punto di vista simbolico ed emotivo. L’arrivo in Sardegna della famiglia Martinero risale al 1883, quando il bisnonno paterno Giorgio, originario di Sassaia di Quittengo, parte per impiegarsi in lavori di impresa edile e di restauro, lasciando la famiglia nella Bürsch. Continua poi con il figlio Giovan Battista, che si trasferisce in Sardegna per perseguire le orme del padre. Nel 1907 torna a Sassaia per sposare Lucia Allara Roan e, nello stesso anno, partono insieme verso Sassari.Continua a leggere →


GURUSÈLE. In Sardegna questo nome appartiene a due entità diverse. La prima entità è il Monte Gurusèle nel Supramonte di Baunéi, vetta calcarea superiore ai 1000 metri, la più alta di quel martoriato altopiano. La seconda entità è tutto l’opposto: si trova allo zoccolo d’una valle calcarea di erosione, sotto l’abitato della primitiva Sàssari. Con Gurusèle a Sàssari si nominò la fontana più rinomata (oggi chiamata Rosello in italiano, Ruséḍḍu in dialetto), dalla quale, fino a quando mancò il servizio idrico, partivano carovane di acquaioli con asini carichi di botticelle, per rifornire d’acqua potabile le case della città. Le due entità accennate s’accomunano nella loro natura calcarea. Così anche Gerusalemme, che sorge su un monte calcareo. E siamo a tre entità mediterranee, accomunate peraltro anche dall’etimo. Nell’indagine etimologica sgombrerei il campo dal monte Gurusèle, dalle cui falde discende il rivolo che poi diventa fiume e domina la lunga códula d’Ilùne, altrimenti detta Códula di Luna). In Etruria esistette la città di Rusellae (Livio X 4), dove accadde che alcuni abitanti di Cere dovettero tradurre al legato romano l’etrusco ivi parlato.