Sardegna, terra di migranti, dal 1947 accolse a Fertilia i profughi Giuliano-Dalmati. A loro è dedicato l’obelisco sormontato dal leone di San Marco e la parrocchiale intitolata all’Evangelista, all’interno della quale è presente il mosaico di Giuseppe Biasi (Sassari 1885 – Andorno Micca – Biella 1945).
Il 10 Febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, istituito con la Legge 30 Marzo 2004, n. 92, al fine di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».
Solennità civile nazionale italiana, essa concerne uno dei periodi più tragici e più dibattuti della storia del Novecento europeo, in quel controverso contesto che ebbe origine dopo la Grande Guerra con l’annessione e successiva “italianizzazione” dei territori sloveni e croati che vennero inclusi nel Regno d’Italia e che infine culminò, a seguito dell’avanzata delle “milizie titine” jugoslave tra il 1943 ed il 1947, con la tragedia del massacro di migliaia di persone, per lo più gettate nelle foibe carsiche. Italiani ed oppositori politici al regime del maresciallo Tito, furono perseguitati e costretti ad una forzato esodo di massa dall’Istria e dalla Dalmazia (oltre 350 mila persone), trovando scampo ed accoglienza in diverse regioni d’Italia, diventata Repubblica dopo il referendum del 1946.Continua a leggere →