
A Pettinengo, tutte le sere del mese di maggio, alle ore 20:15, nella chiesa dei Santi Grato ed Eusebio di Canton Gurgo, è possibile pregare in lingua materna, nella variante locale di Pettinengo – mercoledì 30 maggio verrà intonato “Su Rosariu cantadu” alternando poste del rosario in sardo e in piemontese
Nell’ambito dell’articolato progetto per la valorizzazione dei Beni Culturali immateriali e in preparazione dell’annuale appuntamento di fine maggio, quando un gruppo di preghiera di Su Nuraghe si recherà a Pettinengo per pregare in limba sarda, è stato proposto agli abitanti di Canton Gurgo di adottare preghiere in lingua materna pettinenghese.
La proposta è stata accolta con favore e, tutte sere del mese di maggio, alle ore 20:15, nella seicentesca chiesa dei Santi Grato d’Aosta ed Eusebio da Cagliari, è possibile partecipare alla recita del Santo Rosario in piemontese. Culminerà mercoledì 30 maggio, quando le poste del rosario recitate in piemontese saranno alternate a quelle di “Su Rosariu cantadu”.Continua a leggere →



La Madre dell’ucciso di Francesco Ciusa (1883-1949) segna l’ingresso della Sardegna nella scultura moderna italiana mondiale, all’inizio del XX Secolo. Presentata alla Biennale di Venezia del 1907, l’opera, in gesso, raccolse un inaspettato consenso da parte della critica, in particolare il commento di Plinio Nomellini, il quale ritenne la statua una delle poche opere in grado di competere con quelle di Rodin. La Madre dell’ucciso, infatti, sì inserì perfettamente nello spirito artistico dei suoi tempi e, proprio per questo, fu frutto di una faticosa gestazione a Nuoro a partire dagli inizi del 1906. Pur rappresentando un momento di vita sarda dell’epoca (un’anziana nuorese nell’atto di compiere sa ria, la veglia funebre per il figlio ucciso in una faida) incardinandosi lungo i filoni realista e verista, l’opera, contestualmente, presenta uno stile “classico” e secessionista.
Martedì 8 maggio, alle ore 21, in via Galileo Galilei, 11, a Biella, nella sede di Su Nuraghe, raccolta firme per la proposta di Legge nazionale di iniziativa popolare per l’inserimento di “Insularità in Costituzione”. Per la prima volta, Sardegna e Sicilia, con le altre isole italiane si mobilitano per pari diritti, pari opportunità, indipendenza economica, continuità territoriale, fiscalità di vantaggio, sanità, energia.