
Il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli declina sotto diversi aspetti la realtà femminile, focalizzando l’attenzione su ragazze sole che partono, antesignane di quel bisogno di riscatto che negli anni Sessanta del Novecento esploderà in diversi movimenti femministi.
Necessità di emancipazione le cui precorritrici si possono individuare nelle mondine, sartine e “caterinette”: donne sole che partono e vivono lontano da casa durante la stagione in risaia, piuttosto che in grandi città imparando il mestiere di sarta. A Biella, con l’industrializzazione diventano operaie; infermiere con l’istituzione della Scuola Convitto professionale presso l’Ospedale degli Infermi.
Nelle Valli biellesi, altre donne restano sole per mesi e anni, a condurre e vegliare terra ed affetti in attesa di mariti e fidanzati partiti oltre le montagne, attraversando mari e, a volte, oceani.Continua a leggere →




