Voceversa e Harmonia Mundi, cantare il Natale in Sardegna

Locandina Voceversa

Sabato 10 dicembre, alle ore 20.30, a Macomer, presso “Santa Famiglia di Nazareth”, ritorna in Sardegna il Gruppo vocale a cappella Voceversa di Camburzano (Biella), ospite del Coro polifonico Harmonia Mundi di Macomer per il concerto di Natale “Christmas Song”.
Con loro salirà sul palco il Coro Studenti dell’Istituto Istruzione Superiore “Sebastiano Satta” di Macomer.
Direttore: M° Rossana Cossu. Accompagnamento al piano: M° Daniela Pinna.
Un nuovo viaggio in Sardegna della formazione biellese a seguito delle esibizioni a Galtellì e a Macomer nell’ottobre scorso. Una strada lastricata di successi che si allunga. Parte da lontano, esattamente nel 2006, da Miskolc, in Ungheria, durante il XVII Miskolzi Karamakorus Fesztival quando Voceversa ha potuto apprezzare il repertorio sacro tradizionale proposto da Sos Cantores de Garteddi, “I Cantori di Galtellì”. È iniziata così la loro frequentazione artistica, consolidata nel tempo da legami di amicizia, alimentata da viaggi di qua e di là del mare proponendo nelle due terre bella musica. A Biella, con Su Nuraghe e altre formazioni in occasione della serata di solidarietà per la Sardegna colpita dall’alluvione.Continua a leggere →

Significato dei mesi in sardo secondo antichi dizionari: Dicembre

Borore, Museo del Pane, pane rituale a spirale

Oggidì, specie nel Nord-Sardegna, il mese di Dicembre è detto Mes’e Nadale, riferito alla grande festa cristiana di fine anno. In ciò la Sardegna mostra un calendario “sbrecciato” dalla cultura d’importazione. Ma permane ancora, fortunatamente, l’arcaica denominazione. E quanti sostengono, senza alcuna ragione, che i Campidani meridionali abbiano ceduto per primi alle culture coloniali, sbagliano clamorosamente, poiché tutt’attorno a Cagliari le parlate contadine hanno conservato intatti autentici tesori di arcaicità.
Dicembre è indicato in campidanese come Mési e Idas. Il primo raffronto lessicale si trova nel latino Īdūs, che secondo Varrone è di origine etrusca (Itus). Stessa impronta fonetica ricorre pure presso gli Oschi, e presso i Sabini; come dire che Idas, Īdūs fu patrimonio lessicale condiviso ampiamente dall’una e dall’altra sponda del Tirreno.
Ma c’erano alcune distinzioni. In latino per Īdūs s’intendevano le Idi, ossia la metà del mese (il giorno 13 o 15, a seconda dei mesi). Mentre in Sardegna la stessa impronta fonetica indica l’ultimo mese dell’anno.Continua a leggere →

Donne del Filet di Su Nuraghe: cinque metri di pizzo per Oropa

don Michele Berchi, suor Maria Antonietta, le Donne del Filet

Mercoledì scorso, le Donne del Filet si sono recate ad Oropa per consegnare la tovaglia cucita a meandro alla sarda, seguendo le tecniche dei pescatori per il canovaccio e delle donne bosane per il ricamo. La stoffa di purissimo lino proviene dalle Telerie Fratelli Graziano di Mongrando. Su questa hanno lavorato quaranta mani a formare e completare il prezioso arredo. Al centro la scritta: “Nostra Signora di Oropa pregate per noi”, sormontata da una grande “M”, lettera iniziale del nome del destinatario: Maria, Regina di Oropa, adornata da grappoli di rose e alcuni fiori più schematici che rimandano a motivi decorativi isolani.
Don Michele Berchi e don Silvano Cuffolo hanno accolto la rappresentanza di Su Nuraghe nel laboratorio dove le “Figlie di Maria” custodiscono il corredo del santuario, tenuto in perfetto ordine, sempre pronto per l’uso quotidiano.Continua a leggere →

Bosa nelle immagini dei Sardi acquisiti del Circolo di Biella

Obiettivo Sardegna, partecipanti alla serata

Video con le immagini di Bosa

Sabato 3 dicembre presso la sede di Su Nuraghe di Biella si è tenuto il secondo appuntamento “Obiettivo Sardegna”, dedicato alla proiezione di immagini realizzate dai “Sardi acquisiti” del Circolo.
“I figli adottivi” della serata, Giuseppe Naccari e Gloria Reticelli di origini venete/pugliesi/biellese, hanno presentato Bosa, città della Planargia a Sud di Alghero ed i luoghi che hanno avuto modo di conoscere durante le loro vacanze che qui si svolgono dall’estate 2005.
Come detto, durante la presentazione “sono stati proposti nelle immagini i colori, i luoghi, le persone, ma non è stato ovviamente possibile trasferire i profumi, i sapori, i suoni e, soprattutto, l’affetto che ci lega agli amici che ci aspettano ogni anno sull’Isola e che ricambiano l’ospitalità facendoci visita in Terra biellese”.
Per concludere in allegria la serata “su cumbidu” con dolce e formaggi del territorio biellese, il tutto “innaffiato” da vino della zona del lago di Viverone,
Come dolce è stato preparato da Cristina, amica della coppia, il “palpiton”, torta tipica mongrandese a base di pere, amaretti, cioccolata e cacao in polvere, uvetta, pane ammollato nel latte, uova, burro, scorza di limone e liquore. La parte salata è stata invece offerta dal Caseificio Valle Elvo di Occhieppo Superiore il cui Presidente, Gianni Longo e l’Amministratore Mario Simone sono amici di Giuseppe.Continua a leggere →

Vescovo di Cagliari, Su signale de sa Rughe in Limba sarda

mons. Arrigo Miglio, Serafina Mascia

Il recente congresso nazionale della F.A.S.I., Federazione Associazioni Sarde in Italia, svoltosi a Cagliari alla fine del mese di ottobre, ha accolto tra i partecipanti l’arcivescovo metropolita di Cagliari, mons. Arrigo Miglio che ha celebrato la santa Messa in una sala dell’albergo dove erano alloggiati i delegati provenienti dai circoli sardi d’Italia.
La Santa liturgia è iniziata con “Su signale de sa Santa Rughe”, il segno della Croce in Lingua sarda, pronunciato dal celebrante e dai fedeli. Il gesto, accompagnato dalle parole in Limba, confermano la sensibilità e l’attenzione del vescovo di origine piemontese, Presidente della Conferenza episcopale sarda, per la lingua e la cultura del popolo che lo ha accolto a Cagliari e a Iglesias come amato pastore. “Pastore con l’odore delle pecore, pastore in mezzo al proprio gregge”, seguendo l’invito di papa Francesco rivolto ai sacerdoti della sua diocesi durante un’omelia nella basilica di San Pietro in Vaticano.Continua a leggere →